Ed Bassmaster è un Youtuber doc con una passione per le candid camera. Chris Barrett è uomo delle PR che ha avuto l'onore di diventare un "esploratore" dei Google Glass. Dal loro incontro è nato un video decisamente brillante che la dice lunga su quanto folle può apparire l'utilizzatore di una nuova tecnologia:
Bassmaster trasforma il comando vocale in una leva comica e si lancia nelle richieste più assurde davanti alle ignare vittime, che mai si aspetterebbero di trovare qualcuno alle prese coi Google Glass durante un banale giro al centro commerciale. Di fronte al "sto parlando ai Google Glass" le reazioni oscillando dall'ammirazione al compatimento. Tra qualche anno, se prenderanno piede come sembra, questa candid camera non farà più ridere.
Niente di nuovo comunque. Qualche anno fa i primi utilizzatori di auricolari per telefonino hanno avuto anche più problemi. Mediamente venivano presi per pazzi.
E per anni in metropolitana la gente ha fissato perplessa quelli che sventolavano nell'aria uno strano gadget piatto. No, non era un tic nervoso, era la funzione shuffle dell'iPod!
In realtà gli inventori di questi gadget sono dei buontemponi e si divertono a renderci tutti un po' più folli...
7 dicembre 2013
1 dicembre 2013
Come rovinare un telefilm doppiandolo - Community
Per quanto molti traduttori facciano un lavoro encomiabile, ci sono sempre gli esempi che rovinano la categoria. Il cervo che volutamente diventa un unicorno nella versione italiana de Il Trono di Spade, rendendo deliranti tutte le profezie del primo libro, grida vendetta. Ma in quel caso i fan sono insorti a più riprese e ci sono discussioni e discussioni sui forum che le fanno giustizia.
Nel caso dell'episodio che sto per raccontare no. E quindi mi accollo l'onere di mandare a quel paese i geniali doppiatori per l'idiozia che hanno fatto.
Community è una serie decisamente originale che vive di citazioni. Sono la sua linfa vitale.
Quei burloni degli autori ci hanno messo 3 serie per fare l'Easter egg più geniale della storia dei telefilm. Questo:
Come si dice nel film, se nomini 3 volte Beetlejuice lo spiritello appare. E infatti nella serie, alla terza volta che viene nominato, ecco la chicca: un personaggio vestito come lo spiritello del film di Tim Burton appare dietro al vetro. Geniale davvero.
Peccato solo che gli spettatori italiani se la siano persa, questa chicca.
Come mai?
Perché quei simpaticoni dei traduttori-adattatori, hanno pensato bene di trasformare la "colonna sonora di Beetlejuice" citata nell'originale con "una raccolta dei Beatles".
Bella trovata, clap clap.
Sappiate che vi odio!
Nel caso dell'episodio che sto per raccontare no. E quindi mi accollo l'onere di mandare a quel paese i geniali doppiatori per l'idiozia che hanno fatto.
Community è una serie decisamente originale che vive di citazioni. Sono la sua linfa vitale.
Quei burloni degli autori ci hanno messo 3 serie per fare l'Easter egg più geniale della storia dei telefilm. Questo:
Come si dice nel film, se nomini 3 volte Beetlejuice lo spiritello appare. E infatti nella serie, alla terza volta che viene nominato, ecco la chicca: un personaggio vestito come lo spiritello del film di Tim Burton appare dietro al vetro. Geniale davvero.
Peccato solo che gli spettatori italiani se la siano persa, questa chicca.
Come mai?
Perché quei simpaticoni dei traduttori-adattatori, hanno pensato bene di trasformare la "colonna sonora di Beetlejuice" citata nell'originale con "una raccolta dei Beatles".
Bella trovata, clap clap.
Sappiate che vi odio!
17 ottobre 2013
Chiude lo spazio Forma di Milano! :(
L'uomo ha una tendenza masochistica a dare per scontato le cose che lo circondano, per poi riscoprirne il valore solo quando le sta per perdere. Capita un sacco di volte e nel mio caso è capitato pochi minuti fa nello scoprire che sta per chiudere lo spazio Forma di Milano, che vista la vicinanza al mio ufficio avrei potuto visitare molte più volte di quello che ho effettivamente fatto. Peccato, perché ogni mostra che ho visto (e la prima che mi viene in mente è sempre quella, splendida, di Phil Stern che mi ha anche commosso nella struggente dedica finale alla figlia) era un piccolo capolavoro. Nella scelta dei protagonisti, dei soggetti e nell'allestimento degli spazi. Sì perché a Milano non c'erano tanti spazi culturali così belli e ampi. Peccato davvero.
Lo spazio Forma quindi chiude ma lo fa in grande stile con una mostra che ripercorre i suoi 8 anni di attività. Leggo sul sito:
Lo spazio Forma quindi chiude ma lo fa in grande stile con una mostra che ripercorre i suoi 8 anni di attività. Leggo sul sito:
La mostra continuerà fino al 12 gennaio 2014. Andrò a vederla per ritrovare alcune delle foto che mi hanno tanto emozionato in passato. E so già che avrò il classico groppo in gola: perché non potrò più informarmi sulle loro prossime mostre, a volte "bucandole" per pigrizia e impegni dell'ultima ora forte della scusante "vabbé rimando di una settimana ma poi ci vado"; e perché ogni volta che chiude uno spazio culturale una città muore un pochino e Milano ha già agonizzato a sufficienza...
Senza voler fare paragoni troppo impegnativi, anche la Fondazione Forma per la Fotografia, nella sede di piazza Tito Lucrezio Caro a Milano, ha presentato dal 2005 un programma fitto e ininterrotto di mostre fotografiche. Grandi autori, giovani promesse, retrospettive celebri e percorsi a volte azzardati: tutto per mostrare la forza e la potenzialità della fotografia, per indicare le sue strade e i suoi diversi stili e per convincere di quanto la fotografia sia un linguaggio della contemporaneità. Della nostra vita e del nostro futuro. Una passione fotografica vuole ripercorrere proprio questi anni e questo impegno per e nella città di Milano. Attraverso alcune delle opere esposte nel tempo, accompagnate dai volumi, gli inviti e la memorabilia che ogni allestimento porta con sé, si ricostruisce il senso di una presenza e il valore di un lavoro – nutrito, appunto, da vera passione fotografica. Opere di : Richard Avedon, Piergiorgio Branzi, Gianni Berengo Gardin, Robert Capa, Stefano Cerio, Lorenzo Cicconi Massi, Elliott Erwitt, Maurizio Galimberti, Mario Giacomelli, Mimmo Jodice, William Klein, Wendy Sue Lamm, Jacques Henri Lartigue, Saul Leiter, LIFE, Martial, Nino Migliori, Erwin Olaf, Martin Parr, Marco Pesaresi, PREMIO F, Martin Schoeller, Massimo Siragusa, Phil Stern, Paolo Ventura, Albert Watson, WOMEN CHANGING INDIA, Andrew Zuckerman.
13 ottobre 2013
Come usare i moncherini di matite (pencil stubs)
Stamattina aprendo Facebook mi sono imbattuta in questa bellissima matita:
Si chiama Sprout e ha all'estremità una capsula che contiene dei semi. Quando la matita diventa inutilizzabile, si pianta e si fanno crescere le aromatiche contenute all'interno. Qui il sito coi dettagli.
In alternativa, per chi non ne vuole sapere di buttare i moncherini, ho scoperto che esiste addirittura un "connettore" che permette di aggregarne due o più in modo da avere una matita di lunghezza decente per poterli sfruttare a oltranza.
Si chiama "1+1=1 Pencil Connector" e la trovate qui con tanto di infografica che spiega come funziona: http://www.yankodesign.com/2010/02/02/dont-give-up-the-stub/
Non ho trovato informazioni in merito al prezzo e non ho neppure capito se e dove la vendano, quindi immagino sia ancora un concept. Nel caso spero la diano all'Ikea il prossimo anno come omaggio per aver restituito il catalogo, vista la lunghezza delle loro matite sarebbe utilissimo...
In alternativa potete farci giocare i bambini con il piccolo contributo di un trapano:
Passiamo quindi al vero tema del post, ovvero come riusare questi dannati moncherini? Ecco alcune idee che ho trovato in Rete.
Partiamo con dei lavori che io trovo spettacolari.
Jennifer Maestre è un'artista americana che realizza sculture con migliaia di moncherini di matite. I suoi lavori sono incredibilmente belli e si capisce sempre qual è la materia prima.
Le opere sono una più bella e colorata dell'altra e vengono vendute a partire dai 5mila dollari. Qui trovate il sito di Jennifer Maestre per poter vedere tutti i suoi lavori: http://www.jennifermaestre.com
Passiamo ai bijoux assortiti:
I due della foto sono stati realizzati da Maria Cristina Bellucci. Qui trovate altri sui lavori, dalle collane agli orecchini: http://www.klimt02.net/jewellers/index.php?item_id=11203
Questo è il suo sito ufficiale http://www.mcbjewellery.com/?page_id=142
Sembra assolutamente impossibile che la materia prima siano quegli inutili moncherini...
Karoline Felix invece realizza collane col moncherino quasi così com'è:
Nel suo negozio etsy non sono presenti al momento collane anche se ecouterre.com le dava in vendita qualche tempo fa dai 18 ai 56 dollari. Forse ha preferito puntare su altri oggetti più particolari, in effetti se ci fate una capatina http://www.etsy.com/it/shop/KarolinfelixDream?page=3 troverete accessori molto carini.
Andiamo avanti con gli orecchini. Vi piacciono questi?
A questo indirizzo http://sketchystyles.com/2013/07/03/pencil-crayon-earrings/ trovate le istruzioni complete per realizzarli.
Procedimento molto simile per questo:
Istruzioni complete qui: http://www.caughtonawhim.com/2013/05/colored-pencil-necklace-by-magical.html
Semplice taglia e incolla per questi orecchini che ho trovato sul sito justcraft.eu: http://www.justcraft.eu/?p=70
In alternativa si può optare per delle decorazioni, ad esempio questa:
Un fermacarte di resina: qui le istruzioni complete http://www.lilblueboo.com/2012/03/cast-resin-paperweights-coasters-a-tutorial.html
Oppure per questi:
Si chiama Sprout e ha all'estremità una capsula che contiene dei semi. Quando la matita diventa inutilizzabile, si pianta e si fanno crescere le aromatiche contenute all'interno. Qui il sito coi dettagli.
Si chiama "1+1=1 Pencil Connector" e la trovate qui con tanto di infografica che spiega come funziona: http://www.yankodesign.com/2010/02/02/dont-give-up-the-stub/
Non ho trovato informazioni in merito al prezzo e non ho neppure capito se e dove la vendano, quindi immagino sia ancora un concept. Nel caso spero la diano all'Ikea il prossimo anno come omaggio per aver restituito il catalogo, vista la lunghezza delle loro matite sarebbe utilissimo...
In alternativa potete farci giocare i bambini con il piccolo contributo di un trapano:
Passiamo quindi al vero tema del post, ovvero come riusare questi dannati moncherini? Ecco alcune idee che ho trovato in Rete.
Partiamo con dei lavori che io trovo spettacolari.
Jennifer Maestre è un'artista americana che realizza sculture con migliaia di moncherini di matite. I suoi lavori sono incredibilmente belli e si capisce sempre qual è la materia prima.
Passiamo ai bijoux assortiti:
I due della foto sono stati realizzati da Maria Cristina Bellucci. Qui trovate altri sui lavori, dalle collane agli orecchini: http://www.klimt02.net/jewellers/index.php?item_id=11203
Questo è il suo sito ufficiale http://www.mcbjewellery.com/?page_id=142
Sembra assolutamente impossibile che la materia prima siano quegli inutili moncherini...
Karoline Felix invece realizza collane col moncherino quasi così com'è:
Nel suo negozio etsy non sono presenti al momento collane anche se ecouterre.com le dava in vendita qualche tempo fa dai 18 ai 56 dollari. Forse ha preferito puntare su altri oggetti più particolari, in effetti se ci fate una capatina http://www.etsy.com/it/shop/KarolinfelixDream?page=3 troverete accessori molto carini.
Andiamo avanti con gli orecchini. Vi piacciono questi?
A questo indirizzo http://sketchystyles.com/2013/07/03/pencil-crayon-earrings/ trovate le istruzioni complete per realizzarli.
Procedimento molto simile per questo:
Istruzioni complete qui: http://www.caughtonawhim.com/2013/05/colored-pencil-necklace-by-magical.html
Semplice taglia e incolla per questi orecchini che ho trovato sul sito justcraft.eu: http://www.justcraft.eu/?p=70
Un fermacarte di resina: qui le istruzioni complete http://www.lilblueboo.com/2012/03/cast-resin-paperweights-coasters-a-tutorial.html
Oppure per questi:
Ma se si hanno tanti moncherini colorati e tanta buona volontà ci si può imbarcare in progetti più impegnativi, come una sorta di mosaico di ex matite. Ad esempio questo (giusto perché tutti hanno spazio in casa per farlo):
31 agosto 2013
Non sai che fartene dei vecchi mobili Ikea? Riportali in negozio!
In affitto o in attesa di comprare dei mobili "definitivi", siamo tutti passati da Ikea. A volte, anche se non eravamo del tutto convinti del nuovo acquisto, abbiamo pensato "vabbé, vediamo se è comodo, tanto costa poco..."e ce lo siamo trascinati alla cassa. E poi?
Va a finire che a un certo punto è tempo di separarsi da un mobile praticamente semi-nuovo ma che non vogliamo più. E dispiace, se non altro per questioni ambientali (oltre che economiche). Puoi mettere un annuncio, ma chi potrebbe comprare un mobile Ikea usato quando il nuovo costa poco di più? E a che cifra avrebbe senso venderlo? Senza contare il tempo che dovremo dedicare agli eventuali acquirenti, che vorranno visionare il mobile, tireranno sul prezzo, ci faranno perdere tempo per poi dirci "mi sa che lo compro nuovo".
Io ho optato per la strada più comoda e veloce. Con l'Ikea family (che hanno praticamente tutti, mica è una Visa gold!) si può usufruire del servizio di rivendita dell'usato. Dal lunedì al venerdì (non il sabato, come ho potuto verificare sulla mia pelle) si può riportare l'oggetto in negozio, montato e in condizioni decorose (anche di pulizia) e loro ti fanno un'offerta. Se l'accetti ti danno una carta acquisti dello stesso importo. Non serve lo scontrino, anche perché il mobile può essere stato comprato anche 10 anni prima. Non aspettatevi però di guadagnarci: anche se l'oggetto è perfetto ve lo valutano comunque meno del 50%. Io ho riportato due cassettiere, 52 euro a listino, mi sono state valutate 20 euro. Sempre meglio comunque di portare dei mobili semi-nuovi in discarica!
Per maggiori informazioni guardate ad esempio questo link relativo al negozio di Milano - San Giuliano: http://www.ikea.com/ms/it_IT/img/local_store_info/milano_sangiuliano/other/ritiro%20usato%20IKEA.pdf
Va a finire che a un certo punto è tempo di separarsi da un mobile praticamente semi-nuovo ma che non vogliamo più. E dispiace, se non altro per questioni ambientali (oltre che economiche). Puoi mettere un annuncio, ma chi potrebbe comprare un mobile Ikea usato quando il nuovo costa poco di più? E a che cifra avrebbe senso venderlo? Senza contare il tempo che dovremo dedicare agli eventuali acquirenti, che vorranno visionare il mobile, tireranno sul prezzo, ci faranno perdere tempo per poi dirci "mi sa che lo compro nuovo".
Io ho optato per la strada più comoda e veloce. Con l'Ikea family (che hanno praticamente tutti, mica è una Visa gold!) si può usufruire del servizio di rivendita dell'usato. Dal lunedì al venerdì (non il sabato, come ho potuto verificare sulla mia pelle) si può riportare l'oggetto in negozio, montato e in condizioni decorose (anche di pulizia) e loro ti fanno un'offerta. Se l'accetti ti danno una carta acquisti dello stesso importo. Non serve lo scontrino, anche perché il mobile può essere stato comprato anche 10 anni prima. Non aspettatevi però di guadagnarci: anche se l'oggetto è perfetto ve lo valutano comunque meno del 50%. Io ho riportato due cassettiere, 52 euro a listino, mi sono state valutate 20 euro. Sempre meglio comunque di portare dei mobili semi-nuovi in discarica!
Per maggiori informazioni guardate ad esempio questo link relativo al negozio di Milano - San Giuliano: http://www.ikea.com/ms/it_IT/img/local_store_info/milano_sangiuliano/other/ritiro%20usato%20IKEA.pdf
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