Il bello dell'andare a teatro è che ti trovi sempre di fronte uno spettacolo nuovo e spesso le emozioni maggiori non sono dovute solo a chi è sul palco, ma anche sotto al palco.
Visto che non posso applaudire per il pubblico (almeno quello non molesto), gli dedico questo post sui migliori momenti di metateatro a cui ho assistito.
Posizione #3:
Spettacolo di Maurizio Battista "Oggi non è giornata!".
Non è stata giornata neppure per una coppia in prima fila, che è arrivata in ritardo perché la loro auto si è rotta in tangenziale. Come lo so? Perché la donna che è arrivata a spettacolo iniziato è stata interrogata. Si è scoperto che lei aveva preso il taxi mentre il compagno era in attesa del carro attrezzi. Inutile dire che quando è arrivato è stato accolto da un boato della folla e da molta solidarietà maschile...
Posizione #2:
Spettacolo di Arturo Brachetti "Brachetti che sorpresa!".
Francesco Scimemi sostiene di avere un maiale che potenzia i poteri telepatici e lo vuole dimostrare con la collaborazione del pubblico. Fa salire sul palco un uomo e gli chiede di selezionare una carta da un mazzo raffigurante cibi. Gli chiede di metterla in tasca senza mostrarla a nessuno. Poi seleziona un'altra persona del pubblico perché gli venga telepaticamente inviata l'immagine. Mentre l'ignara vittima sul palco è a capo chino mentre simula le antenne con le mani e trattiene tra le cosce il maiale telepatico, Scimemi mostra al pubblico la carta che lui aveva selezionato in formato gigante. Risultato: la persona rimasta in platea riesce a indovinarla senza problemi. Se tutto il siparietto era stato molto divertente, il finale è stato davvero memorabile. Di fronte all'inaspettata risposta corretta la "vittima" sul palco ha sgranato gli occhi e probabilmente per un attimo deve aver creduto davvero che il maiale funzionasse, prima di tornare lucido e dire un beffardo "che culo!".Chissà se poi qualcuno gli ha svelato il trucco...
Posizione #1
Spettacolo di Paolo Rossi "Arlecchino" alla Triennale di Milano.
Paolo Rossi si lamenta in vari momenti che il bar era stato chiuso alle 8 di sera e che quindi c'è gente affamata in sala. Arriva l'intervallo e visto che di cibarie non ce ne sono cosa fa? Si mette a offrire cibo agli affamati in sala. Nell'incredulità generale.
Ha dovuto ripetere varie volte "No, davvero non sto recitando, so che non si nota la differenza ma davvero, sono serio, se volete potete prendere...".
Ecco i primi coraggiosi che hanno rotto il ghiaccio:
Ed ecco i "resti":
Se notate queste sono le uniche foto del post. Perché Paolo Rossi ha espressamente detto che durante il suo spettacolo si potevano fare foto. Spesso si è anche messo in posa.
Fuori concorso.
Spettacolo Primidia - La Genesi al Teatro della Coperativa.
Sul finale un cellulare suona e nessuno lo spegne. In sala tutti si frugano nelle borse per controllare se è il loro. L'attore interrompe lo spettacolo e si lancia in un'invettiva contro il pubblico cafone. Una persona che vuole restare anonima, esasperata dal cellulare di quella di fronte che aveva ripetutamente suonato e aveva fatto effetto "torcia nel buio" per quasi tutta la serata (essù, non riesci a stare un paio d'ore senza usare il cellulare? Ci sono terapisti bravi per questo problema...), è entrata a gamba tesa nell'invettiva dicendo a gran voce "sì, ma insomma, non è educazione, hanno ragione!". L'attore resta un attimo stupito e poi dice "eh, infatti, lo dice anche lui". Fortunatamente prima che l'anonimo spettatore si alzasse per buttare un maleducato a caso fuori dalla sala, si è capito che il cellulare era parte integrante dello spettacolo. L'attore si è portato a casa un grande riconoscimento alla propria recitazione, la persona che vuole restare anonima ha sperimentato dal vivo il meta-teatro...
Visualizzazione post con etichetta teatro. Mostra tutti i post
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23 marzo 2015
23 maggio 2013
A teatro in quel di Milano - Stanze comunicanti al Teatro della Cooperativa
Questa sera nuovo appuntamento al teatro della Cooperativa a vedere "Stanze comunicanti".
Spettacolo davvero molto particolare e divertente con Max Pisu (fantastico nei panni del serial killer squilibrato), Alberto Mancioppi, Claudio Moneta, Paola Ornati, Stefania Pepe e Roberta Petrozzi.
Un'idea dello spettacolo si può avere qui:
Ma sottolineo che è solo un'idea perché dal vivo (vuoi che ero in prima fila, proprio davanti alla scala) è stato molto più coinvolgente ed emozionante. La scenografia era ovviamente meno elaborata, ma secondo me ha contribuito al fascino dello spettacolo perché l'ha reso quasi "metafisico". I piani temporali erano scanditi da dettagli minimi, come la foto della regina Elisabetta appesa alla parete.
Ho scoperto che all'evento è stato associato anche un simpatico concorso (praticamente tutti gli spettacoli che ho visto finora avevano un'attività correlata):
Per partecipare questa è la pagina Facebook dell'evento: www.facebook.com/events/374322122672055/
Ora devo solo andare alla ricerca del door hanger!
Spettacolo davvero molto particolare e divertente con Max Pisu (fantastico nei panni del serial killer squilibrato), Alberto Mancioppi, Claudio Moneta, Paola Ornati, Stefania Pepe e Roberta Petrozzi.
Un'idea dello spettacolo si può avere qui:
Ma sottolineo che è solo un'idea perché dal vivo (vuoi che ero in prima fila, proprio davanti alla scala) è stato molto più coinvolgente ed emozionante. La scenografia era ovviamente meno elaborata, ma secondo me ha contribuito al fascino dello spettacolo perché l'ha reso quasi "metafisico". I piani temporali erano scanditi da dettagli minimi, come la foto della regina Elisabetta appesa alla parete.
Ho scoperto che all'evento è stato associato anche un simpatico concorso (praticamente tutti gli spettacoli che ho visto finora avevano un'attività correlata):
Per partecipare questa è la pagina Facebook dell'evento: www.facebook.com/events/374322122672055/
Ora devo solo andare alla ricerca del door hanger!
12 maggio 2013
A teatro in quel di Milano - RiMidia al Teatro della Cooperativa
Di recente ho scoperto il Teatro della Cooperativa. E' un teatro "di quartiere" in zona Niguarda, con una programmazione che definirei di "impegno sociale" se non fosse che questa definizione - quasi per un condizionamento pavloviano - fa calare istantaneamente la palpebra. E invece, visto che non è così, non dirò che è "d'impegno sociale" quanto che hanno una programmazione di altissimo livello con temi politici e sociali che vengono trattati con intelligenza, ironia e leggerezza.
Il teatro è piccolo e molto raccolto, il personale ospitale e amichevole (per i poveracci che come noi girano sempre in moto, sentirsi offrire di lasciare i caschi al bancone anziché trascinarseli per tutta la sera spinge quasi alle lacrime di commozione).
I posti non sono prenotabili quindi ti puoi sedere dove preferisci. Le poltrone non sono quelle in velluto del teatro Nuovo di San Babila (manco ci provano) ma ci sono meno acari e più spazio per le gambe.
Al Teatro della Cooperativa ho visto lo spettacolo dei RiMidia intitolato Lapocalisse.
Anche in questo caso sono andata senza saperne niente o quasi. Ennesima bella sorpresa. Lo spettacolo mi è piaciuto davvero moltissimo, ho trovato geniale l'ambientazione, bravissimi gli attori, divertenti le battute... insomma, promosso su tutta la linea.
Non mi dilungo per non rovinare l'effetto sorpresa ma credo di non anticipare nulla se dico che parla dell'Apocalisse (del resto si capisce dal titolo) e di come la trascorrerebbero varie tipologie di personaggi protagonisti di sketch di lunghezza variabile che mi hanno fatto venire in mente i Mostri di Dino Risi.
Consigliatissimo, e non solo a chi è in zona Niguarda. Vale la pena di fare qualche chilometro per vederlo (io ne ho fatti parecchi e non me ne sono pentita).
Il teatro è piccolo e molto raccolto, il personale ospitale e amichevole (per i poveracci che come noi girano sempre in moto, sentirsi offrire di lasciare i caschi al bancone anziché trascinarseli per tutta la sera spinge quasi alle lacrime di commozione).
I posti non sono prenotabili quindi ti puoi sedere dove preferisci. Le poltrone non sono quelle in velluto del teatro Nuovo di San Babila (manco ci provano) ma ci sono meno acari e più spazio per le gambe.
Al Teatro della Cooperativa ho visto lo spettacolo dei RiMidia intitolato Lapocalisse.
Anche in questo caso sono andata senza saperne niente o quasi. Ennesima bella sorpresa. Lo spettacolo mi è piaciuto davvero moltissimo, ho trovato geniale l'ambientazione, bravissimi gli attori, divertenti le battute... insomma, promosso su tutta la linea.
Non mi dilungo per non rovinare l'effetto sorpresa ma credo di non anticipare nulla se dico che parla dell'Apocalisse (del resto si capisce dal titolo) e di come la trascorrerebbero varie tipologie di personaggi protagonisti di sketch di lunghezza variabile che mi hanno fatto venire in mente i Mostri di Dino Risi.
Consigliatissimo, e non solo a chi è in zona Niguarda. Vale la pena di fare qualche chilometro per vederlo (io ne ho fatti parecchi e non me ne sono pentita).
A teatro in quel di Milano - Firefly al Nuovo
Segue dalla puntata precedente.
Arriviamo all'ultimo spettacolo che ho visto al Nuovo, ovvero quello dell'eVolution dance theater chiamato Firefly.
Di questo spettacolo avevo letto che "spegne la mente e accende lo sguardo curioso, furbo e interessato di grandi e bambini, per due ore di puro stupore". Ecco, no, la mia mente non l'ha spenta. Avevo dei posti pessimi (colpa mia che ho prenotato all'ultimo secondo) e nella mia assoluta ignoranza (di solito voglio sapere il meno possibile per godere l'effetto sorpresa) avevo completamente frainteso il fulcro della performance: credevo fosse uno spettacolo di luci e coreografie invece era uno spettacolo di danza. Altra nota: evitate i posti nelle ultime file (o se proprio ci finite noleggiate il "rialzino" all'ingresso) ed evitate di andarci se siete stanchi o snervati dalla giornata in ufficio perché non ve lo riuscite a godere. Se nel caso dei comici qualsiasi rottura di scatole avevate prima di andare al teatro vi darà una tregua per qualche ora, in questo caso nella tranquillità delle musiche d'atmosfera e nella penombra di Firefly avrete un sacco di tempo per rimuginare sulla vostra giornata o per addormentarvi... Quindi lo consiglio a chi apprezza la danza perché i ballerini sono davvero bravissimi. Chi vuole le coreografie di luci resterà un po' deluso nella prima parte (dove comunque ci sono dei momenti davvero godibili) ma si godrà lo spettacolo nella seconda. Gli ultimi 20 minuti sono stati un'esplosione di energia, anche tra il pubblico, davvero piacevole.
In questo video vi fare un'idea realistica dello spettacolo:
Arriviamo all'ultimo spettacolo che ho visto al Nuovo, ovvero quello dell'eVolution dance theater chiamato Firefly.
Di questo spettacolo avevo letto che "spegne la mente e accende lo sguardo curioso, furbo e interessato di grandi e bambini, per due ore di puro stupore". Ecco, no, la mia mente non l'ha spenta. Avevo dei posti pessimi (colpa mia che ho prenotato all'ultimo secondo) e nella mia assoluta ignoranza (di solito voglio sapere il meno possibile per godere l'effetto sorpresa) avevo completamente frainteso il fulcro della performance: credevo fosse uno spettacolo di luci e coreografie invece era uno spettacolo di danza. Altra nota: evitate i posti nelle ultime file (o se proprio ci finite noleggiate il "rialzino" all'ingresso) ed evitate di andarci se siete stanchi o snervati dalla giornata in ufficio perché non ve lo riuscite a godere. Se nel caso dei comici qualsiasi rottura di scatole avevate prima di andare al teatro vi darà una tregua per qualche ora, in questo caso nella tranquillità delle musiche d'atmosfera e nella penombra di Firefly avrete un sacco di tempo per rimuginare sulla vostra giornata o per addormentarvi... Quindi lo consiglio a chi apprezza la danza perché i ballerini sono davvero bravissimi. Chi vuole le coreografie di luci resterà un po' deluso nella prima parte (dove comunque ci sono dei momenti davvero godibili) ma si godrà lo spettacolo nella seconda. Gli ultimi 20 minuti sono stati un'esplosione di energia, anche tra il pubblico, davvero piacevole.
In questo video vi fare un'idea realistica dello spettacolo:
A teatro in quel di Milano - Maurizio Battista e Paolo Migone al Nuovo
Negli ultimi mesi ho intensificato le mie serate a teatro.
Da un lato è stata la diretta conseguenza dell'impossibilità di darmi al fai da te, che mi ha portato a cercare nuovi svaghi. Dall'altro una serata particolarmente felice che mi ha portato a replicare l'esperienza*.
E così, se in passato andavo solo in occasioni particolari, nel 2013 è diventato un appuntamento se non bisettimanale, di sicuro mensile.
Faccio una sintesi di quello che ho visto finora.
Partiamo dal teatro Nuovo in San Babila. Stagione sempre ricchissima di begli appuntamenti, il velluto delle sue poltrone trasuda storia (e anche acari visto che ogni volta che ci vado resto col naso tappato per giorni), ha indubbiamente il suo fascino:

Faccio pubblicamente un appello perché vengano ristrutturati i bagni delle donne: è incredibile che in un teatro così importante di Milano ci si trovi ancora a dover tirare lo sciacquone usando la manopola, ci siano porte di legno imbarcate che si fatica a chiudere e che se apri con una spallata rischiano di abbattere la sventurata che in quel momento si sta lavando le mani...
Torniamo agli spettacoli.
Maurizio Battista con "Oggi non è giornata" mi ha regalato forse la serata più divertente e rilassante da anni. Ed era partita malissimo, con una coda per il biglietto che iniziava dal negozio che faceva angolo! Per quanto lo avessi già seguito e apprezzato in televisione, dal vivo è stato ben oltre le più rosee aspettative. Non segue un copione, va completamente a braccio (è davvero un talento naturale) ed è così divertente e coinvolgente che non ti lascia altri pensieri in testa che le sue battute. Parla della sua vita, non sempre facile (ci ha regalato anche un momento davvero molto toccante con una poesia dedicata alla madre), il tutto senza drammi e con grande positività.
Scherza col pubblico (consiglio la prima fila se volete interagire, se siete timidi imboscatevi...) e nelle due ore e mezza in cui è stato sul palco è riuscito a creare un clima mai visto, di grande complicità in sala.
Per il bis ha fatto scegliere alla sala che cosa voleva rivedere del suo repertorio e ovviamente tra i 3 temi è spuntato il supermercato:
Uscita da teatro notavo la gente che si sorrideva (all'ingresso in coda sotto la pioggia la gente si era spintonata e intimamente odiata), c'era rilassatezza nell'aria e cordialità come se fossimo consapevoli di aver vissuto un'esperienza unica e irripetibile, solo per noi, e fossimo una sorta di compagni di viaggio.
* Per ricollegarmi all'asterisco di prima - sia mai mettere una nota senza riprenderla - se quest'anno sono tornata così tante volte a teatro è stato anche per ricercare la magia di quella serata, che solo il teatro può regalare.
Qualche tempo dopo sono andata a vedere Paolo Migone ("quello di Zelig con l'occhio nero" secondo la descrittiva definizione di mia madre) e sono riuscita a prendere i biglietti proprio per la prima serata milanese:
Era come prevedibile molto divertente, ma anche in questo caso è andato oltre le aspettative perché dal vivo ho potuto cogliere dettagli che mi aspettavo: se in televisione ridevo alle sua battute, dal vivo ho scoperto che è ancora più divertente la sua gestualità. E' davvero esilarante.
C'è stata anche una chicca a fine serata: in sala c'erano sia Claudio Bisio che Sergio Sgrilli, che sono saliti sul palco al termine dello spettacolo (in realtà li avevamo notati fin dall'inizio, difficile non farlo sentendo la gente della mia fila che mormorava "guarda è passato Bisio!", "Dov'è, dov'è?" "Guarda il pelato in prima fila!", "Guarda quello alto in terza fila, è Sgrilli!"). Poi Migone è sceso dal palco (e scendere dal palco del Nuovo mica è semplice!) per la foto di gruppo.
Sono da qualche parte qua in mezzo:
E per concludere nel migliore dei modi la serata, all'uscita ci hanno offerto gli avanzi dell'abbondante aperitivo del debutto. Mio marito ha allungato un braccio alla ispettore Gadget e ha raccattato due dessert davvero spettacolari. Conclusione perfetta per una serata molto divertente.
Da un lato è stata la diretta conseguenza dell'impossibilità di darmi al fai da te, che mi ha portato a cercare nuovi svaghi. Dall'altro una serata particolarmente felice che mi ha portato a replicare l'esperienza*.
E così, se in passato andavo solo in occasioni particolari, nel 2013 è diventato un appuntamento se non bisettimanale, di sicuro mensile.
Faccio una sintesi di quello che ho visto finora.
Partiamo dal teatro Nuovo in San Babila. Stagione sempre ricchissima di begli appuntamenti, il velluto delle sue poltrone trasuda storia (e anche acari visto che ogni volta che ci vado resto col naso tappato per giorni), ha indubbiamente il suo fascino:

Faccio pubblicamente un appello perché vengano ristrutturati i bagni delle donne: è incredibile che in un teatro così importante di Milano ci si trovi ancora a dover tirare lo sciacquone usando la manopola, ci siano porte di legno imbarcate che si fatica a chiudere e che se apri con una spallata rischiano di abbattere la sventurata che in quel momento si sta lavando le mani...
Torniamo agli spettacoli.
Maurizio Battista con "Oggi non è giornata" mi ha regalato forse la serata più divertente e rilassante da anni. Ed era partita malissimo, con una coda per il biglietto che iniziava dal negozio che faceva angolo! Per quanto lo avessi già seguito e apprezzato in televisione, dal vivo è stato ben oltre le più rosee aspettative. Non segue un copione, va completamente a braccio (è davvero un talento naturale) ed è così divertente e coinvolgente che non ti lascia altri pensieri in testa che le sue battute. Parla della sua vita, non sempre facile (ci ha regalato anche un momento davvero molto toccante con una poesia dedicata alla madre), il tutto senza drammi e con grande positività.
Scherza col pubblico (consiglio la prima fila se volete interagire, se siete timidi imboscatevi...) e nelle due ore e mezza in cui è stato sul palco è riuscito a creare un clima mai visto, di grande complicità in sala.
Per il bis ha fatto scegliere alla sala che cosa voleva rivedere del suo repertorio e ovviamente tra i 3 temi è spuntato il supermercato:
Uscita da teatro notavo la gente che si sorrideva (all'ingresso in coda sotto la pioggia la gente si era spintonata e intimamente odiata), c'era rilassatezza nell'aria e cordialità come se fossimo consapevoli di aver vissuto un'esperienza unica e irripetibile, solo per noi, e fossimo una sorta di compagni di viaggio.
* Per ricollegarmi all'asterisco di prima - sia mai mettere una nota senza riprenderla - se quest'anno sono tornata così tante volte a teatro è stato anche per ricercare la magia di quella serata, che solo il teatro può regalare.
Qualche tempo dopo sono andata a vedere Paolo Migone ("quello di Zelig con l'occhio nero" secondo la descrittiva definizione di mia madre) e sono riuscita a prendere i biglietti proprio per la prima serata milanese:
Era come prevedibile molto divertente, ma anche in questo caso è andato oltre le aspettative perché dal vivo ho potuto cogliere dettagli che mi aspettavo: se in televisione ridevo alle sua battute, dal vivo ho scoperto che è ancora più divertente la sua gestualità. E' davvero esilarante.
C'è stata anche una chicca a fine serata: in sala c'erano sia Claudio Bisio che Sergio Sgrilli, che sono saliti sul palco al termine dello spettacolo (in realtà li avevamo notati fin dall'inizio, difficile non farlo sentendo la gente della mia fila che mormorava "guarda è passato Bisio!", "Dov'è, dov'è?" "Guarda il pelato in prima fila!", "Guarda quello alto in terza fila, è Sgrilli!"). Poi Migone è sceso dal palco (e scendere dal palco del Nuovo mica è semplice!) per la foto di gruppo.
Sono da qualche parte qua in mezzo:
E per concludere nel migliore dei modi la serata, all'uscita ci hanno offerto gli avanzi dell'abbondante aperitivo del debutto. Mio marito ha allungato un braccio alla ispettore Gadget e ha raccattato due dessert davvero spettacolari. Conclusione perfetta per una serata molto divertente.
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