29 maggio 2013

Papercraft, come renderlo più solido

Prima navigando alla ricerca di un template per una torre in papercraft mi sono imbattuta in questo manichino:
E uno potrebbe chiedere: ma perché cercando "papercraft" sei finita su un manichino?
E qui sta il bello. Il manichino della foto non solo è stato costruito artigianalmente (e visto il risultato finale mi sembra già degno di nota) ma il tutto è partito da un papercraft:
L'ossatura del manichino è proprio quella che vedete nella seconda foto.
Il tutto è stato poi riempito con poliuretano espanso per dargli stabilità, è stato a più riprese rivestito e decorato fino al sorprendente risultato finale che vi ho mostrato prima.
Qui potete vedere passo passo come è stato realizzato, le foto sono davvero numerose e anche se non è un tutorial vero e proprio, poco ci manca: http://www.flickr.com/photos/gurke33/sets/72157627124584318/


Personalmente l'ho trovato illuminante, anche perché chiunque si sia cimentato coi papercraft - soprattutto di grosse dimensioni - sa bene quanto sia complicato dargli stabilità interna e quanto un lungo lavoro può essere vanificato da un cedimento della carta.
Devo a questo punto fare anch'io una prova e vedere se funziona davvero. L'unico dubbio che ho è che il poliuretano espanso possa avere la meglio sulle pieghe della carta con effetto deformante. Dovrò fare dei tentativi con carte di grammatura assortita...

27 maggio 2013

Il necrologio del consorzio agrario di Milano e Lodi

Oggi passando in zona Ripamonti mi sono imbattuta in questi manifesti, attaccati alle pareti del consorzio agrario.
"Il giorno 3 giugno 2013 verrà a mancare all'affetto delle città di Milano e Lodi: Il Consorzio agrario di Milano e Lodi.
Ne danno la triste notizia i 132 dipendenti.
Si ringraziano: tutte le persone che sono state causa della rovinosa fine del caro estinto e di tutti coloro che hanno assistito inermi alla sua lenta agonia.
I cittadini di Milano e Lodi rimarranno orfani di una delle istituzioni più rappresentative del nostro territorio, presente da più di 110 anni".
Conoscevo molto bene il Consorzio agrario, anche per le belle iniziative dei farmer markets. Lo consideravo parte integrante del territorio, una delle poche certezze della zona. Con questa crisi i negozi chiudono, i palazzi si riempiono di cartelli di "affittasi" e "vendesi", ma il Consorzio restava lì. Mi sbagliavo.
Ho apprezzato l'atto di "guerrilla marketing" attuato immagino dai dipendenti (a cui va la mia piena solidarietà). Hanno affrontato con grande intelligenza e ironia questo momento difficile. Se volevano sensibilizzare il pubblico su quello che stava succedendo, almeno nel mio caso possono dire di esserci riusciti.
Appena tornata a casa ho voluto capirci di più, quel "tutte le persone che sono state causa della rovinosa fine" mi ha fatto subito pensare a un fallimento dovuto a una pessima gestione.
Ecco cos'ho scoperto.
Partiamo da Il Corriere della Sera:
MILANO ? Una crepa finanziaria che, anno dopo anno, si è allargata e oggi è diventata una voragine. Un «buco» di bilancio che adesso rischia di inghiottire il Consorzio agrario di Milano, Lodi e Monza. Tanto da obbligare il presidente Eugenio Torchio a presentare domanda di concordato preventivo, a portare i libri contabili in tribunale e a temere che il giudice fallimentare, a fine aprile, possa decidere persino di mettere in liquidazione la società cooperativa. Questi avamposti della green economy sono finiti sull'orlo del crac, con un «rosso» che, secondo la Cia (Confederazione italiana agricoltori), sarebbe di 45 milioni di euro. Una cifra non confermata dal presidente Torchio, il quale invece dice che in cassa non c'erano «più risorse sufficienti per rientrare dai debiti sia con i fornitori, sia con le banche» [...]
...la «cattiva pianta» dei debiti avrebbe cominciato a mettere le sue radici negli anni 60. E da allora è sempre e solo cresciuta, innaffiata un po' dall'indifferenza, un po' dall'ottimismo che il rubinetto delle banche sarebbe rimasto sempre aperto. Ma purtroppo non è andata così. Come effetto della crisi, le banche hanno progressivamente imposto una stretta del credito, assestando al Consorzio il colpo definitivo lo scorso luglio, quando gli hanno negato un finanziamento di 15 milioni di euro.
L'articolo completo qui: http://archiviostorico.corriere.it/2013/marzo/16/crac_del_Consorzio_agrario_rosso_co_0_20130316_e0009c5e-8e07-11e2-b196-4d630460d9b9.shtml

Ma c'è dell'altro, che passa dall'incertezza sul futuro dei Farmers market di via Ripamonti 35/37.

Sta suscitando accese polemiche all’interno del mondo agricolo la recente cessione dello storico immobile di via Ripamonti a Milano, sede del Consorzio Agrario e delle organizzazioni regionali e interprovinciali di Coldiretti e Confagricoltura. La componente di minoranza in seno al consiglio di amministrazione del Consorzio, riferibile a Confagricoltura, ha sollevato più di una perplessità sulla procedura – considerata frettolosa e poco trasparente – seguita dalla maggioranza legata alla Coldiretti. Il prestigioso immobile di via Ripamonti è passato nelle mani del fondo Agris riconducibile alla associazione dei Consorzi Agrari Italiani, emanazione della Coldiretti stessa.
Qui l'articolo completo: http://www.lodiedintorni.com/polemiche-sulla-vendita-dellimmobile-coldiretti-in-via-ripamonti-a-milano-20701

Nel 2015 a Milano dovrebbe svolgersi (a questo punto il condizionale è d'obbligo, visto l'increscioso spreco di tempo e di risorse avuto finora e l'enorme ritardo accumulato) il famoso Expo - sì, proprio quell'Expo che 5 anni fa i milanesi salutavano con entusiasmo come grande opportunità per rilanciare la città, la sua immagine e le sue vie d'acqua e che ora rischia di tradursi in un'occasione persa o, peggio ancora, in una figuraccia mica da ridere.
Bene, alla vigilia dell'Expo dedicato all'alimentazione (il tema è "nutrire il pianeta") ci siamo trovati sotto sfratto un'istituzione che sopravviveva da 110 anni e che rappresentava un importante contatto tra una città sempre più sconnessa e le attività agricole che le gravitavano attorno. Sarà, ma a me non sembra proprio il migliore degli auspici...

23 maggio 2013

A teatro in quel di Milano - Stanze comunicanti al Teatro della Cooperativa

Questa sera nuovo appuntamento al teatro della Cooperativa a vedere "Stanze comunicanti".
Spettacolo davvero molto particolare e divertente con Max Pisu (fantastico nei panni del serial killer squilibrato), Alberto Mancioppi, Claudio Moneta, Paola Ornati, Stefania Pepe e Roberta Petrozzi.
Un'idea dello spettacolo si può avere qui:
Ma sottolineo che è solo un'idea perché dal vivo (vuoi che ero in prima fila, proprio davanti alla scala) è stato molto più coinvolgente ed emozionante. La scenografia era ovviamente meno elaborata, ma secondo me ha contribuito al fascino dello spettacolo perché l'ha reso quasi "metafisico". I piani temporali erano scanditi da dettagli minimi, come la foto della regina Elisabetta appesa alla parete.
Ho scoperto che all'evento è stato associato anche un simpatico concorso (praticamente tutti gli spettacoli che ho visto finora avevano un'attività correlata):
Per partecipare questa è la pagina Facebook dell'evento: www.facebook.com/events/374322122672055/
Ora devo solo andare alla ricerca del door hanger!

12 maggio 2013

A teatro in quel di Milano - RiMidia al Teatro della Cooperativa

Di recente ho scoperto il Teatro della Cooperativa. E' un teatro "di quartiere" in zona Niguarda, con una programmazione che definirei di "impegno sociale" se non fosse che questa definizione - quasi per un condizionamento pavloviano - fa calare istantaneamente la palpebra. E invece, visto che non è così, non dirò che è "d'impegno sociale" quanto che hanno una programmazione di altissimo livello con temi politici e sociali che vengono trattati con intelligenza, ironia e leggerezza.
Il teatro è piccolo e molto raccolto, il personale ospitale e amichevole (per i poveracci che come noi girano sempre in moto, sentirsi offrire di lasciare i caschi al bancone anziché trascinarseli per tutta la sera spinge quasi alle lacrime di commozione). 

I posti non sono prenotabili quindi ti puoi sedere dove preferisci. Le poltrone non sono quelle in velluto del teatro Nuovo di San Babila (manco ci provano) ma ci sono meno acari e più spazio per le gambe.
Al Teatro della Cooperativa ho visto lo spettacolo dei RiMidia intitolato Lapocalisse.

Anche in questo caso sono andata senza saperne niente o quasi. Ennesima bella sorpresa. Lo spettacolo mi è piaciuto davvero moltissimo, ho trovato geniale l'ambientazione, bravissimi gli attori, divertenti le battute... insomma, promosso su tutta la linea. 
Non mi dilungo per non rovinare l'effetto sorpresa ma credo di non anticipare nulla se dico che parla dell'Apocalisse (del resto si capisce dal titolo) e di come la trascorrerebbero varie tipologie di personaggi protagonisti di sketch di lunghezza variabile che mi hanno fatto venire in mente i Mostri di Dino Risi.  
Consigliatissimo, e non solo a chi è in zona Niguarda. Vale la pena di fare qualche chilometro per vederlo (io ne ho fatti parecchi e non me ne sono pentita).

A teatro in quel di Milano - Firefly al Nuovo

Segue dalla puntata precedente.
Arriviamo all'ultimo spettacolo che ho visto al Nuovo, ovvero quello dell'eVolution dance theater chiamato Firefly.
Di questo spettacolo avevo letto che "spegne la mente e accende lo sguardo curioso, furbo e interessato di grandi e bambini, per due ore di puro stupore". Ecco, no, la mia mente non l'ha spenta. Avevo dei posti pessimi (colpa mia che ho prenotato all'ultimo secondo) e nella mia assoluta ignoranza (di solito voglio sapere il meno possibile per godere l'effetto sorpresa) avevo completamente frainteso il fulcro della performance: credevo fosse uno spettacolo di luci e coreografie invece era uno spettacolo di danza. Altra nota: evitate i posti nelle ultime file (o se proprio ci finite noleggiate il "rialzino" all'ingresso) ed evitate di andarci se siete stanchi o snervati dalla giornata in ufficio perché non ve lo riuscite a godere. Se nel caso dei comici qualsiasi rottura di scatole avevate prima di andare al teatro vi darà una tregua per qualche ora, in questo caso nella tranquillità delle musiche d'atmosfera e nella penombra di Firefly avrete un sacco di tempo per rimuginare sulla vostra giornata o per addormentarvi... Quindi lo consiglio a chi apprezza la danza perché i ballerini sono davvero bravissimi. Chi vuole le coreografie di luci resterà un po' deluso nella prima parte (dove comunque ci sono dei momenti davvero godibili) ma si godrà lo spettacolo nella seconda. Gli ultimi 20 minuti sono stati un'esplosione di energia, anche tra il pubblico, davvero piacevole.
In questo video vi fare un'idea realistica dello spettacolo: