31 marzo 2009

Un po' di corti che vale la pena di vedere (e rivedere)...

Ieri sera, nel corso di una nuova puntata di Qoob, ho scoperto un nuovo corto interessante: Big In Japan.

Mentre lo cercavo sul sito di Qoob ho ritrovato un video che avevo visto qualche tempo fa: Men at Work. Tutto un altro genere rispetto al precedente.

Un video surreale creato dagli studenti del Savannah College of Art and Design: Memo

Storia d'amore in caffetteria (chi ha amato il magico mondo di Amelie dovrebbe buttarci un occhio): Dumping elaine

Infine un bellissimo video che ho scoperto per caso: Weg

30 marzo 2009

Film porno a spese dei contribuenti

Mentre da noi fanno discutere utilizzi indegni delle ambulanze e affitti di regge a prezzi irrisori (e chissà quanti privilegi ignoriamo), nell'Inghilterra sempre così riservata e attenta agli scandali (almeno sulla carta) sta facendo discutere la messa in note spese di due film porno da parte della responsabile del ministero dell'interno britannico, Jacqui Smith. I soldi (circa 10 sterline) saranno ovviamente rimborsati. Ma la domanda sorge spontanea: se nessuno se ne fosse accorto? Non sarebbe il caso, soprattutto in periodi di crisi, di non abusare dei soldi dei contribuenti?
Per la cronaca, la Smith è già sotto inchiesta per aver chiesto 116.000 sterline di rimborsi per le spese di alloggio nella sua seconda "casa" (ovvero quella di famiglia), dal momento che ha fatto risultato l'appartamento londinese che divide con la sorella come casa principale. I porno rientravano nelle 67 sterline di conto Virgin Media per servizi radiotelevisivi nella casa di famiglia.
Non avendo tempo di riportare per esteso una traduzione degli articoli stranieri, citerò l'Ansa di oggi.
PORNO VISTI DAL MARITO IN NOTA SPESE, MINISTRO SMITH NEI GUAI
di Augusto Zucconi

LONDRA - La responsabile del ministero dell'interno britannico, Jacqui Smith, è nei guai per due film a luci rosse visionati dal marito in pay-per-view a spese del contribuente. Stupore e incredibilità, scuse ufficiali, imbarazzo molto british ma, ormai, la frittata è fatta: per alcuni esponenti dell'opposizione la ministra rischia addirittura la poltrona.

Lanciata in orbita dal domenicale Sunday Express, la vicenda da stamani è sulla bocca di tutti e imperversa sulle Tv e i siti Internet del Regno Unito. I commenti sarcastici si sprecano. "Con una moglie così - si sente dire - che male c'è se uno si guarda un film porno?".

Donna un po' anonima e per nulla controversa, considerata una mera esecutrice degli ordini di Gordon Brown, Jacqui Smith non intende lasciare il suo incarico e l'ufficio del premier oggi le ha espresso la piena solidarietà del governo.

A Westminster, tuttavia, l'opposizione è già sul piede di guerra e c'é chi sostiene che la sua carriera è compromessa. "Non è mia abitudine chiedere le dimissioni di un ministro e non lo faccio nemmeno adesso ma certo, in questo caso non si può dire che la collega finora abbia fatto un lavoro particolarmente brillante", ha detto l'ex ministro ombra agli interni, il tory David Davids. A soli quattro giorni dal vertice del G20 contro la crisi internazionale, per Brown la bufera non poteva arrivare in un momento peggiore. Ieri il raduno anti-globalizzazione di Londra si era concluso senza incidenti nonostante i timori della vigilia.

A causa di questo inatteso infortunio, tuttavia, la soddisfazione è stata di breve durata. I due film incriminati sono stati visionati dal marito, Richard Timney, nella casa di famiglia a Redditch, nell'Inghilterra centrale. Le date sono quelle dell' 1 e del 6 aprile 2008, giorni in cui la signora Smith era a Londra a sbrigare gli affari di governo. Del pasticcio è in ogni caso responsabile anche la stessa Jacqui Smith che, per sua ammissione, ha detto di avere erroneamente inserito nella sua nota spese di aprile le 67 sterline (72 euro) del pacchetto abbonamento Tv con connessione a Internet abbinata.

"Mi scuso per la svista, naturalmente restituirò tutto", ha fatto sapere. Anche il marito si è scusato, in diretta Tv. Scuro in volto, stamani si è concesso brevemente ai cronisti che stanno cingendo d'assedio la casa della coppia. "Mi dispiace per l'imbarazzo che ho provocato a Jacqui, posso immaginare anche che molta gente si arrabbiera", ha detto.

"Dire che Jacqui è furibonda è usare un eufemismo, dire che vorrebbe nascondersi sottoterra anche - ha detto un amico di famiglia - comunque non vorrei essere nei panni di Richard, si é già preso una bella lavata di capo".

La vicenda è esplosa proprio mentre la titolare dell'Home Office si trovava nel bel mezzo di un'altra controversia riguardante le sue spese di deputata. Jacqui Smith ha la residenza nella sua casa di Redditch e, quando è a Londra, è ospitata dalla sorella.

Lo scorso mese è venuto fuori che la ministra aveva chiesto 160 mila sterline (oltre 175 mila euro) a titolo di rimborso per le spese di alloggio. In questo caso però la signora Smith dice di essere pronta a dimostrare di avere agito nel pieno rispetto delle regole.

Visto che siamo in tema, ecco il link di un interessante articolo-dibattito (in inglese) sull'evoluzione della pornografia negli ultimi 30 anni. E' davvero cambiato qualcosa?

27 marzo 2009

Piano casa, condoni e senso estetico di Berlusconi

Un Travaglio in stato di grazia ha parlato ieri sera ad AnnoZero del piano casa e della cementificazione selvaggia in Italia. Del resto, se nessuno dà il buon esempio...
Interessanti soprattutto i costi dei vari condoni, fatti per fare facilmente "cassa" ma nella pratica addirittura controproducenti.

Potevo ignorare Vauro? "Casa Rutelli" geniale come sempre.

26 marzo 2009

Il Governo contro Facebook e Youtube

L'emendamento del senatore dell'Udc Giampiero D'Alia al ddl sicurezza è passato al Senato. Chi ne ha sentito parlare? Sù le mani, la questione è molto importante: riguarda il controllo dei server da parte del Ministero dell'Interno.
Partiamo con ordine.
"Sanzioni ai siti che incitano al crimine" titolava il corriere.it.
ROMA - Il braccio della legge entra deciso anche nel web. Il Senato ha approvato infatti, nell'ambito del disegno di legge sulla sicurezza, un emendamento del presidente dei senatori dell'Udc, Giampiero D'Alia, che prevede la repressione dei casi di apologia e incitamento via internet di associazioni mafiose, criminose, eversive, terroristiche, oltre che di violenza sessuale, discriminazione, odio etnico, nazionale, razziale e religioso. Lo ha reso noto lo stesso D'Alia.

L'obiettivo sarebbe quello di "ripulire la rete, e in particolare il social network «Facebook», dagli emuli di Riina, Provenzano, delle Br, degli stupratori di Guidonia e di tutti gli altri cattivi esempi cui finora si è dato irresponsabilmente spazio".
Francamente ho visto più spesso dare "irresponsabilmente spazio" a cattivi esempi in televisione (dove il pubblico è pure maggiore) che in Rete, ma vabbé...
Una misura straordinaria per riportare un po' di legalità nel Paese o solo una mossa politica per mettere il bavaglio agli oppositori?
L'emendamento D'Alia, parte del Pacchetto sicurezza proposto dal governo, ha suscitato polemiche e timori. I più grandi social network, come Facebook e YouTube, supportati dalle perplessità espresse dai frequentatori di Internet, attraverso blog e forum, temono che lo stesso si trasformi in una sorta di censura per gli spazi virtuali a cui dovrebbe applicarsi.
Timori alimentati da voci di spicco della politica italiana, come quella dell'on. Antonio Di Pietro, che, a torto o a ragione, hanno addirittura messo a confronto la situazione italiana, nel caso in cui il Decreto dovvesse passare così come proposto, con quella della Cina e della Birmania.
Leggete il per intero l'articolo, "Nessuna censura per Facebook e simili. Precisazioni di D'Alia", tratto da Pcworld.it

Tutti tranquilli? Mica tanto.
Riporto uno dei tanti commenti che girano in Rete e che sintetizza al meglio preoccupazioni condivise da molti utenti:
Il testo dell'art.50 bis in questione non comprende solo i reati (odiosi) citati nell'articolo pubblicato su Corriere.it ma tutti i "delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali." Rimangono aperte molte domande. Cosa si intende per "disobbedire alle leggi"? Che uso verrà fatto di questo articolo? Rischia di poter essere utilizzato per ridurre al silenzio il democratico dissenso? E la prevista "attività di filtraggio" su chi verrà eseguita? Indistintamente su tutti? Sappiamo benissimo che non c'è bisogno di nessuna attività di filtraggio per far chiudere su Facebook un website che inneggia alla Mafia. Il filtraggio serve per altro, per controllare le persone e le opinioni. Siamo seri: chi vuole delinquere utilizza reti anonime e collegamenti criptati. Come annunciato a suo tempo dal Capo del Governo (3 dicembre: "Per quanto riguarda internet manca una regolamentazione") è in corso una stretta sull'utilizzo di Internet. Ho cercato di raccogliere cronologia e documenti di quello che sta succedendo su http://attaccabrighedigitale.wordpress.com
.
Quando ho saputo della notizia ho subito pensato a Beppe Grillo. Sono andata sul suo blog e ho scoperto che sono già pronti i bannerini contro l'emendamento D'Alia. E un "documento programmatico" intitolato "Il "Merda Wall" di D'Alia contro Internet".
Sono a favore del diritto all'oblio, che in Italia tutti sembrano ignorare (non a dimenticare le grandi tragedie, ma a non mettere sempre il dito nella piaga e a pescare nel torbido anche quando si è nell'acqua cristallina). Ho però la strana impressione che una legge simile non aiuterà a rispettare le vittime e a combattere reati, ma solo a punire i "liberi pensatori". Del resto non sarebbe la prima volta che la libertà di opinione non è ben accetta in Italia. Ma i tempi cambiano: ieri a emigrare erano intellettuali e minoranze religiose... oggi saranno i server.

25 marzo 2009

Ikea, arriva l'auto del futuro



Una notizia curiosa appena pescata da Repubblica.it. Ikea fa il suo debutto nel campo delle automobili.


Ecco l'auto dell'Ikea
Una low cost da pubblicità

Ikea entra nel mondo dell'auto low cost. La notizia, clamorosa, sta già facendo il giro del mondo perché l'annuncio è ufficiale e perché, per l'occasione, è stato anche aperto un sito web all'indirizzo http://www.roulez-leko.com con tanto di conto alla rovescia per il debutto della macchina, per ora avvolta da un telo. Il problema è uno solo: la data del debutto è fissata in pratica per il primo aprile... Ma non si tratta di uno scherzo perché la macchina esiste davvero, anche se non sarà in vendita: l'idea è tutta della filiale francese dell'Ikea che per la prossima campagna pubblicitaria si appresta a lanciare proprio una vettura, simboleggiando così in quest'auto “del futuro” tutti i contenuti dei mobili Ikea.

Il Tempo aggiunge dell'altro.
...si tratta di un modello "più a buon prezzo ed ecologico di altri, che permette una drastica riduzione dei consumi, costruito in modo adattabile a seconda delle merci trasportate e che dipende da una cooperazione con altri"
.
In molti stanno pensando a un bel pesce d'aprile. C'è chi scrive "IKEA Concept Car A Bad Swedish Joke?" e ipotizza che ognuno se la debba montare a casa: l'idea di un'auto venduta in comodi pacchi che ti assembli con la brugola sempre in dotazione francamente stuzzica la mia fantasia.
Probabile che si tratti di un fake. Una vettura ecologica, economica e che richiede la collaborazione degli altri mi ricorda qualcosa...

Massì, l'auto ecologissima dei Flinstones (notate i piedini degli occupanti) che forse ha ispirato la realizzazione di Human Car, la prima auto elettrica che si carica pedalando.
Però non mi spiego l'adattabilità "a seconda delle merci trasportate".
Mah, restiamo in attesa.
Intanto un risultato Ikea l'ha già ottenuto. Tutti oggi parlano della loro iniziativa e io - come chissà quanti altri - ho bookmarcato il sito col conto-alla-rovescia per scoprire di che si tratta.
Non so come sarà il risultato tecnologico di questa manovra. Dal punto di vista del marketing e della comunicazione è un case study. L'Ikea, del resto, non ci ha mai deluso (anche se in Italia osa molto meno che all'estero)...


Aggiornamento al 31 marzo, ore 16.20. L'auto è stata svelata. Sotto il telo non c'era nulla. Un'auto come quella descritta non esiste (in effetti l'adattabilità ai pacchi da trasportare mi lasciava perplessa). Però esiste il car pool. Chissà come andrà... La manovra di lancio era davvero originale.