Un interruttore che attiva un braccio meccanico che spegne l'interruttore stesso. Un gadget che di fatto non fa... nulla! Ovviamente è l'invenzione più inutile del mondo. Eppure, come spesso accade con le cose totalmente insensate, è diventata un oggetto di culto.
Iniziamo con le presentazioni. Ecco la "useless machine", detta anche "leave me alone box". In effetti non è il più socievole dei dispositivi:
In rete è incredibilmente popolare. Basta fare una ricerca su Youtube per vedere quanti si sono cimentati con le loro personalissime creazioni.
Ecco una selezione di video.
Pare sia particolarmente gradita agli appassionati di Lego (immagino questo sia dovuto al fatto che costruire la struttura coi mattoncini sia molto più semplice):
E c'è anche la versione natalizia:
Qual è il segreto di tanto successo? Credo che molto sia da attribuire alla facilità con cui questo "robottino" può essere costruito. Tutti possono sentirsi dei piccoli inventori. C'è poi l'aspetto ludico e scherzoso, che porta a condividere le versioni più pazze. E poi c'è un po' di egocentrismo che porta a condividere anche quelle più banali.
Se qualcuno vuole cimentarsi con questo piccolo progetto (e magari postare un video su Youtube), in questo sito si trovano le istruzioni (e un'interessante video del meccanismo con scatola trasparente): http://www.leavemealonebox.com/
Per chi non vuole perdere tempo con istruzioni in inglese, ecco il post in italiano
Concludo con il mio video preferito: la sfida tra due "useless machines". Sembra non ci possa essere nulla di più inutile e invece un vero tocco di genio strappa un sorriso (non a caso ha quasi raggiunto quota 1,4 milioni di visualizzazioni e a ora ha ottenuto 5.250 like):
8 luglio 2011
28 giugno 2011
Il verde torna in città?
Le città stanno diventando più green?
Se in passato si è cercato di scacciare il più possibile il verde dai centri urbani, ora alcune nuove tendenze mi fanno ben sperare che qualcosa stia cambiando.
Da anni mi sono appassionata alle "vertical farms" e alle nuove frontiere delle coltivazioni in città. Un grattacielo può diventare un'enorme serra ed essere ecosostenibile grazie a pannelli solari e sistemi di riciclaggio dell'acqua. C'è anche un nome più poetico per indicarle: "farms in the sky", ovvero "fattorie nel cielo". Ecco un interessante video che le spiega:
Certo, un grattacielo di questo tipo potrebbe essere un'ottima soluzione, ma ci si può accontentare anche di altre decisamente meno futuristiche. Ad esempio basta un qualsiasi tetto di dimensioni decenti e una buona illuminazione per avviare un piccolo orto cittadino.
Nascono così le city farms, piccole fattorie urbane che arrivano anche a fornire prodotti ai supermercati locali, garantendo una spesa davvero a Km0. Un esempio? Il progetto inglese "Food from the sky" la cui vision, riportata sul loro sito ufficiale, è
Le city farms nascono il più delle volte per il bisogno di ortaggi freschi, di cui le metropoli sono sempre più a corto. Ecco un interessante articolo che spiega il fenomeno: Vertical farms may end food scarcity.
Ma nelle città non c'è solo fame di verdura. C'è anche fame di "verde". E per dimostrarlo non serve citare le battaglie che accompagnano ogni albero tagliato per far nascere l'ennesimo palazzotto oppure le esplicite richieste dei comitati che vogliono nuove piantimazioni. Basta fare una passeggiata e osservare. Osservare i poggioli, i balconi e i terrazzi. Come si spiega che sempre più spesso vengono trasformati in piccoli boschi?
Sempre in materia di verde, concludo questo post semi-fotografico con una nota su Il Carosello di Carugate. I centri commerciali non sono propriamente l'emblema dell'ecosostenibilità e di solito sacrificano ciò che li circonda sull'altare del commercio e dell'affluenza: grandi infrastrutture, distese di posti auto, enormi spiazzi cementati e piastrellati. Il verde di solito si limita a pochi alberelli demoralizzati (e cotti dal sole) che scandiscono i giganteschi parcheggi. Il Carosello ha due particolarità che me lo rendono gradevole: è vicino a un parco e ha un tetto fatto di erba. Erba vera, non sintetica, e davvero molto curata:

Le circonferenze che si alternano sui 16mila metri quadrati di tappeto erboso sono in realtà dei lucernai. Dall'interno appaiono come dei giganteschi coni sul soffitto. Ed è strano, quando si è all'intero e si guarda in alto, pensare che sopra la propria testa ci siano 16mila metri quadrati di erba.
Se perfino un centro commerciale è riuscito a ricoprirsi di erba, perché molte amministrazioni continuano a considerare il verde solo un costo (come se la qualità della vita non fosse un valore anche economico) e il cemento un guadagno assicurato?
Se in passato si è cercato di scacciare il più possibile il verde dai centri urbani, ora alcune nuove tendenze mi fanno ben sperare che qualcosa stia cambiando.
Da anni mi sono appassionata alle "vertical farms" e alle nuove frontiere delle coltivazioni in città. Un grattacielo può diventare un'enorme serra ed essere ecosostenibile grazie a pannelli solari e sistemi di riciclaggio dell'acqua. C'è anche un nome più poetico per indicarle: "farms in the sky", ovvero "fattorie nel cielo". Ecco un interessante video che le spiega:
Certo, un grattacielo di questo tipo potrebbe essere un'ottima soluzione, ma ci si può accontentare anche di altre decisamente meno futuristiche. Ad esempio basta un qualsiasi tetto di dimensioni decenti e una buona illuminazione per avviare un piccolo orto cittadino.
Nascono così le city farms, piccole fattorie urbane che arrivano anche a fornire prodotti ai supermercati locali, garantendo una spesa davvero a Km0. Un esempio? Il progetto inglese "Food from the sky" la cui vision, riportata sul loro sito ufficiale, è
To grow Life, Food and Communities on our most cemented places & to plant seeds in people heart!Ecco in sintesi come sono riusciti a trasformare il tetto (inutilizzato) di un supermercato in un orto cittadino:
Ma nelle città non c'è solo fame di verdura. C'è anche fame di "verde". E per dimostrarlo non serve citare le battaglie che accompagnano ogni albero tagliato per far nascere l'ennesimo palazzotto oppure le esplicite richieste dei comitati che vogliono nuove piantimazioni. Basta fare una passeggiata e osservare. Osservare i poggioli, i balconi e i terrazzi. Come si spiega che sempre più spesso vengono trasformati in piccoli boschi?
Le circonferenze che si alternano sui 16mila metri quadrati di tappeto erboso sono in realtà dei lucernai. Dall'interno appaiono come dei giganteschi coni sul soffitto. Ed è strano, quando si è all'intero e si guarda in alto, pensare che sopra la propria testa ci siano 16mila metri quadrati di erba.
Se perfino un centro commerciale è riuscito a ricoprirsi di erba, perché molte amministrazioni continuano a considerare il verde solo un costo (come se la qualità della vita non fosse un valore anche economico) e il cemento un guadagno assicurato?
6 aprile 2011
I personaggi inventati più ricchi
Seguo da anni Forbes e devo dire che i suoi redattori prendono ogni argomento molto seriamente. Non sono pressapochisti neppure quando si dedicano ad articoli "leggeri", che si potrebbero fare quasi per svago. Un esempio? La classifica (ma sarebbe più corretto parlare di speciale) dei personaggi di fantasia più ricchi al mondo: www.forbes.com/lists/fictional15/2011/forbes-fictional-15.html
Perché dico così? Beh, sono arrivati a calcolare la ricchezza del drago Smaug usando questa formula matematica:
V= 1/3 π r2 h = 1/3 * π * 9.62 * 7 = 675.6 cubic feet
che è stata poi adeguatamente aggiustata per tenere conto di altri elementi.
A me francamente non sarebbe mai venuto in mente di spulciarmi The Hobbit per risalire a queste informazioni e poi calcolare il patrimonio del drago con cambio in dollari...
Nessuna sorpresa sul numero uno: Paperon De Paperoni, testimonial d'eccellenza dello stesso Forbes. Il suo patrimonio si aggira sui $44.1 miliardi. La sua scheda ci dice che una volta ha viaggiato nel tempo per usare un coupon scaduto e fa esercizio fisico nuotando nell'oro.
Mi stupisce che super-eroi del calibro di Ironman e di Batman o magnati vecchio stampo come Mr. Monopoly o Montgomery Burns siano più "poveri" (diciamo così) del villico Jed Clampett. Se il nome non vi dice nulla, forse "The Beverly Hillbillies" può aiutare. Ricordate quel baffuto uomo di campagna che grazie a un colpo di fucile andato a vuoto scopre il petrolio vicino a casa e diventato ricco (ma non più raffinato) si trasferisce con la famiglia a Beverly Hills?
A chi ha visto il telefilm anche una sola volta distrattamente, la sigla non può che essere rimasta impressa come un marchio a fuoco (complice anche la musichetta country):
Grandi escluse dalla classifica le donne. Ma i redattori di Forbes prevengono le accuse di maschilismo e si auto-domandano: Perché ci sono così poche donne in questa classifica?
Stranamente non mi risulta si siano posti lo stesso interrogativo nel caso di Forbes 500. Evidentemente, almeno nella finzione, si aspettavano di trovare delle donne ricche.
E invece, fuori concorso, troviamo solo:
Le biografie dei personaggi - fatte nello stesso stile di quelle consuete dei miliardari - sono una fonte fondamentale d'informazione. Altrimenti non avrei mai scoperto che Peach ha divorziato da Super Mario e che le loro finanze non saranno più quelle di prima. Si metterà a vendere ombrellini?
Perché dico così? Beh, sono arrivati a calcolare la ricchezza del drago Smaug usando questa formula matematica:
V= 1/3 π r2 h = 1/3 * π * 9.62 * 7 = 675.6 cubic feet
che è stata poi adeguatamente aggiustata per tenere conto di altri elementi.
A me francamente non sarebbe mai venuto in mente di spulciarmi The Hobbit per risalire a queste informazioni e poi calcolare il patrimonio del drago con cambio in dollari...
Nessuna sorpresa sul numero uno: Paperon De Paperoni, testimonial d'eccellenza dello stesso Forbes. Il suo patrimonio si aggira sui $44.1 miliardi. La sua scheda ci dice che una volta ha viaggiato nel tempo per usare un coupon scaduto e fa esercizio fisico nuotando nell'oro.
Mi stupisce che super-eroi del calibro di Ironman e di Batman o magnati vecchio stampo come Mr. Monopoly o Montgomery Burns siano più "poveri" (diciamo così) del villico Jed Clampett. Se il nome non vi dice nulla, forse "The Beverly Hillbillies" può aiutare. Ricordate quel baffuto uomo di campagna che grazie a un colpo di fucile andato a vuoto scopre il petrolio vicino a casa e diventato ricco (ma non più raffinato) si trasferisce con la famiglia a Beverly Hills?
A chi ha visto il telefilm anche una sola volta distrattamente, la sigla non può che essere rimasta impressa come un marchio a fuoco (complice anche la musichetta country):
Grandi escluse dalla classifica le donne. Ma i redattori di Forbes prevengono le accuse di maschilismo e si auto-domandano: Perché ci sono così poche donne in questa classifica?
Stranamente non mi risulta si siano posti lo stesso interrogativo nel caso di Forbes 500. Evidentemente, almeno nella finzione, si aspettavano di trovare delle donne ricche.
E invece, fuori concorso, troviamo solo:
- Lara Croft, single, figlia di papà, ha ereditato un misero miliardo di dollari;
- Crudelia deMon (Crudella De Vil in inglese), single, figlia di papà, ha ereditato un misero miliardo di dollari (praticamente è una Lara Croft zitella, folle e con un parrucchiere privo di buon gusto);
- La mamma (dalla serie Futurama), single, col fiuto per gli affari, con un capitale da 15.7 miliardi di dollari;
- Peach, la principessa di Super Mario, status civile divorziata (??) con 1,3 miliardi di dollari.
Le biografie dei personaggi - fatte nello stesso stile di quelle consuete dei miliardari - sono una fonte fondamentale d'informazione. Altrimenti non avrei mai scoperto che Peach ha divorziato da Super Mario e che le loro finanze non saranno più quelle di prima. Si metterà a vendere ombrellini?
27 febbraio 2011
Mobili in cartone fai da te
La filosofia alla base dell'arredamento è cambiata tantissimo negli ultimi anni. Case vivibili, declinabili, mutevoli e sociali, spesso sfruttate all'inverosimile (del resto, se paghi un appartamento 3mila euro al metro quadro te ne guardi bene dal lasciare spazi sprecati).
Soprattutto è cambiato il ciclo di vita dei mobili. Ormai si preferisce spendere poco per loro e quando hai voglia cambiali senza rimpianti. "Ti dispiace per questa lampada? Sei pazzo! E' solo un oggetto, non ha sentimenti e la nuova è molto più bella" ci dice un uomo dall'accento svedese a conclusione di una popolarissima pubblicità Ikea:
Non sarà la scelta più ecosostenibile ma chi, perché in affitto, perché senza soldi o perché indeciso su come organizzare gli spazi, non ha mai comprato dei mobili "usa e getta"?
Solo alla luce di questo enorme cambiamento credo si possa spiegare l'utilizzo di un "nuovo" materiale per l'interior desing: il cartone.
Immagino di spiegare a mia madre, fiera sostenitrice del legno massiccio, che appena sposata si è svenata per comprare i mobili contando di tenerli a vita, l'acquisto di questa libreria, che personalmente trovo adorabile (cliccando sulla foto si va al sito d'origine per approfondimenti):

Non riuscirei mai a convincerla: il cartone non ha la dignità e la solidità del legno. Però ha i suoi pregi, è decisamente più ecosostenibile della plastica e la soddisfazione di creare un mobile con pezzi di recupero non ha prezzo. Per chi volesse cimentarsi, ecco una selezione del meglio (o del più curioso) che ho trovato in Rete.
Iniziamo con questa realizzazione davvero particolare. Un ufficio "pop up":
Non perdetevi il video:
Pop Up from abw on Vimeo.
Qui ci sono vari mobili realizzati in cartone. Da lontano non si direbbe:
Vedete questi moduli? Si prestano a diventare molti oggetti diversi: letti, comodini, tavolini, scrivanie...
Una scatola da 20 pezzi (bianchi o in colore "naturale") costa circa 60 dollari. Ma nessuno vi vieta di trarre ispirazione e rifarveli con il cutter. Maggiori informazioni su bloxes.com.
Gran bel tavolino da caffè:
Ancora un tavolino da caffè, questa volta a forma di fumetto:
Una sedia con le istruzioni per realizzarla:
Procediamo con la camera. Che ne dite di questo comodino?
Concludiamo la camera con il lettino di cartone. Dicono che sia per bambini "eco-conscious". Sarà, ma lo trovo un po' inquietante (e non molto igienico). Ma è solo un pregiudizio, magari è lavabilissimo. Cliccando sulla foto anche in questo caso si va al sito d'origine:
Volete una sedia di cartone? Ce ne sono tantissime: vai alla selezione di google images.
Ve ne segnalo giusto un paio, per motivi diversi.
Questa è stata realizzata da Richard Sweeney. Vi consiglio di dare un'occhiata alla gallery dei suoi lavori perché sono davvero splendidi.
Volvo C30 Headlight Chair: ovviamente realizzata in cartone, ottima soluzione salvaspazio, dal momento che dalla seduta si può ricavare poggiapiedi e tavolino per Martini (click sulla foto per approfondimenti):
Sedia per bimbi della Foldschool. Cliccate sulla foto per approfondimenti, le istruzioni per la realizzazione sono qui in formato pdf.

Passiamo agli amici animali. I gatti, com'è noto, hanno un'adorazione per il cartone. Ecco un po' di soluzioni che li renderanno felici. Traete spunto!
Tiragraffi "animale":
Su Moderncat trovate le istruzioni per costruire una casetta per il vostro micio: vai al sito http://www.moderncat.net/
Per i geek attenti all'ambiente c'è il case in cartone.
E' stato creato da una ditta giapponese e si chiama Lupo.
Un nota: nel sito giapponese il prodotto risulta "not found". Lascio a voi qualsiasi conclusione...
Concludiamo la rassegna degli interni con le decorazioni.
Vi piacerebbe avere una testa d'alce alla parete ma siete degli animalisti convinti?
Nessun problema, potete farvela in cartone. Su chroniclebooks le istruzioni per farne una.
Sul sito Cardboard Safari è possibile acquistare "teste" di molti tipi (già tagliate, basterà assemblarle). Non sono propriamente economiche, ma sono "cruelty-free".
Francesca Signori ha progettato per eBarrito un intero negozio in cartone. Bellissimo, davvero originale ed ecosostenibile (calcolando anche quanto spesso i negozi cambiano arredamento, mi sembra un'ottima soluzione).
Per maggiori informazioni e per trovare il negozio "di cartone" più vicino, andate su eBarrito.Garantisco che il click è ben speso: il sito è simpatico, per quanto semplice ha delle soluzioni originali a livello di interazione con l'utente... insomma, vale la pena darci un'occhiata.
E per concludere, una rassegna video dei più belli e originali mobili ottenuti con il cartone:
Soprattutto è cambiato il ciclo di vita dei mobili. Ormai si preferisce spendere poco per loro e quando hai voglia cambiali senza rimpianti. "Ti dispiace per questa lampada? Sei pazzo! E' solo un oggetto, non ha sentimenti e la nuova è molto più bella" ci dice un uomo dall'accento svedese a conclusione di una popolarissima pubblicità Ikea:
Non sarà la scelta più ecosostenibile ma chi, perché in affitto, perché senza soldi o perché indeciso su come organizzare gli spazi, non ha mai comprato dei mobili "usa e getta"?
Solo alla luce di questo enorme cambiamento credo si possa spiegare l'utilizzo di un "nuovo" materiale per l'interior desing: il cartone.
Immagino di spiegare a mia madre, fiera sostenitrice del legno massiccio, che appena sposata si è svenata per comprare i mobili contando di tenerli a vita, l'acquisto di questa libreria, che personalmente trovo adorabile (cliccando sulla foto si va al sito d'origine per approfondimenti):
Non riuscirei mai a convincerla: il cartone non ha la dignità e la solidità del legno. Però ha i suoi pregi, è decisamente più ecosostenibile della plastica e la soddisfazione di creare un mobile con pezzi di recupero non ha prezzo. Per chi volesse cimentarsi, ecco una selezione del meglio (o del più curioso) che ho trovato in Rete.
Iniziamo con questa realizzazione davvero particolare. Un ufficio "pop up":
Non perdetevi il video:
Pop Up from abw on Vimeo.
Qui ci sono vari mobili realizzati in cartone. Da lontano non si direbbe:
Vedete questi moduli? Si prestano a diventare molti oggetti diversi: letti, comodini, tavolini, scrivanie...
Gran bel tavolino da caffè:
Ancora un tavolino da caffè, questa volta a forma di fumetto:
Una sedia con le istruzioni per realizzarla:
Procediamo con la camera. Che ne dite di questo comodino?
Concludiamo la camera con il lettino di cartone. Dicono che sia per bambini "eco-conscious". Sarà, ma lo trovo un po' inquietante (e non molto igienico). Ma è solo un pregiudizio, magari è lavabilissimo. Cliccando sulla foto anche in questo caso si va al sito d'origine:
Volete una sedia di cartone? Ce ne sono tantissime: vai alla selezione di google images.
Ve ne segnalo giusto un paio, per motivi diversi.
Questa è stata realizzata da Richard Sweeney. Vi consiglio di dare un'occhiata alla gallery dei suoi lavori perché sono davvero splendidi.
Volvo C30 Headlight Chair: ovviamente realizzata in cartone, ottima soluzione salvaspazio, dal momento che dalla seduta si può ricavare poggiapiedi e tavolino per Martini (click sulla foto per approfondimenti):
Sedia per bimbi della Foldschool. Cliccate sulla foto per approfondimenti, le istruzioni per la realizzazione sono qui in formato pdf.
Passiamo agli amici animali. I gatti, com'è noto, hanno un'adorazione per il cartone. Ecco un po' di soluzioni che li renderanno felici. Traete spunto!
Tiragraffi "animale":
Su Moderncat trovate le istruzioni per costruire una casetta per il vostro micio: vai al sito http://www.moderncat.net/
Per i geek attenti all'ambiente c'è il case in cartone.
E' stato creato da una ditta giapponese e si chiama Lupo.
Un nota: nel sito giapponese il prodotto risulta "not found". Lascio a voi qualsiasi conclusione...
Concludiamo la rassegna degli interni con le decorazioni.
Vi piacerebbe avere una testa d'alce alla parete ma siete degli animalisti convinti?
Nessun problema, potete farvela in cartone. Su chroniclebooks le istruzioni per farne una.
Sul sito Cardboard Safari è possibile acquistare "teste" di molti tipi (già tagliate, basterà assemblarle). Non sono propriamente economiche, ma sono "cruelty-free".
Francesca Signori ha progettato per eBarrito un intero negozio in cartone. Bellissimo, davvero originale ed ecosostenibile (calcolando anche quanto spesso i negozi cambiano arredamento, mi sembra un'ottima soluzione).
Per maggiori informazioni e per trovare il negozio "di cartone" più vicino, andate su eBarrito.Garantisco che il click è ben speso: il sito è simpatico, per quanto semplice ha delle soluzioni originali a livello di interazione con l'utente... insomma, vale la pena darci un'occhiata.
E per concludere, una rassegna video dei più belli e originali mobili ottenuti con il cartone:
26 febbraio 2011
Stanchi del solito MacBook? Metteteci la faccia
Stanchi del solito, monotono MacBook? Non riuscite a riconoscere il vostro portatile tra quelli di amici e colleghi? La soluzione c'è!
Ecco i Macbookmos, baffi adesivi per personalizzare la vostra mela luminosa come meglio credete. Non vi basta? Lo step successivo sono i Macbookbros, non solo baffi ma faccine complete, molto "funky" quanto a stile, ciascuna associata ironicamente a una personalità: c'è il designer, lo swinger, il caballero, lo zio che fa venire la pelle d'oca e via dicendo. Costano in media 8 euro e sono facilmente rimovibili. Ecco un esempio (cliccando sulla foto si va all'articolo):

Se non temete di fare un torto al vostro MacBook ironizzando sulla mela luminosa, potete andare oltre e passare a sticker più grandi e colorato o a vere e proprie cover.
Basta cercare APPLE MAC Case Sticker per avere l'imbarazzo della scelta. Il prezzo è contenuto (a partire dai 10 euro).
Ecco una selezione di quelle che mi piacevano di più. Cliccando sul link si apre il sito dove si possono acquistare (e dove se ne possono trovare molte altre).










E per gli appassionati dei Simpson c'è dell'altro: lo sticker per Ipad:
Ecco i Macbookmos, baffi adesivi per personalizzare la vostra mela luminosa come meglio credete. Non vi basta? Lo step successivo sono i Macbookbros, non solo baffi ma faccine complete, molto "funky" quanto a stile, ciascuna associata ironicamente a una personalità: c'è il designer, lo swinger, il caballero, lo zio che fa venire la pelle d'oca e via dicendo. Costano in media 8 euro e sono facilmente rimovibili. Ecco un esempio (cliccando sulla foto si va all'articolo):
Se non temete di fare un torto al vostro MacBook ironizzando sulla mela luminosa, potete andare oltre e passare a sticker più grandi e colorato o a vere e proprie cover.
Basta cercare APPLE MAC Case Sticker per avere l'imbarazzo della scelta. Il prezzo è contenuto (a partire dai 10 euro).
Ecco una selezione di quelle che mi piacevano di più. Cliccando sul link si apre il sito dove si possono acquistare (e dove se ne possono trovare molte altre).
E per gli appassionati dei Simpson c'è dell'altro: lo sticker per Ipad:
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