9 novembre 2008

La ballata della moda

Questa sera a Crozza Italia hanno presentato un pezzo non molto conosciuto di Luigi Tenco.

Il testo:
Era l'autunno e il cameriere Antonio
servendo a un tavolo di grandi industriali
sentì decidere che per l'estate prossima
sarebbe andata di moda l'acqua blu.
Lo dicevano che bastava fare una campagna di pubblicità
mettere in ogni bar un po' di bottigliette ed il successo non poteva mancare.

Antonio fra se' rideva Ah AH AHAHAH
diceva ME NE INFISCHIO DELLA MODA
IO BEVO SOLO QUELLO CHE MI VA

Venne l'inverno e Antonio vide al cinema
cortometraggi con bottiglie d'acqua blu
fotografie sui muri e sui giornali
di belle donne che invitavano a provarla
In primavera già qualcuno la beveva e pure lui un giorno
a casa di un amico
dovette berla perchè quello imbarazzato gli disse:
"Scusa ma non m'è rimasto altro".

Antonio però rideva Ah Ah AH AHAHAH
DICEVA ME NE INFISCHIO DELLA MODA
MA IN MANCANZA D'ALTRO BEVO QUEL CHE C'E'

Venne l'estate ed in villeggiatura
Antonio aveva sete non sapeva cosa bere
in ogni bar dove chiedeva un dissetante
manco a farlo a posta gli servivano acqua blu.
Le prime volte lui si era opposto ma poi pensò:
"Ma chi me lo fa fare!" e da quel giorno a poco a poco si abituò
un mese dopo non beveva altro.

Antonio però rideva AhAhAh, AHAHAHA
diceva ME NE INFISCHIO DELLA MODA,
MA BEVO QUESTA BIBITA PERCHE' MI VA.

Ora è autunno e Antonio è all'ospedale
intossicato perchè beveva troppo
e per servire quel tavolo importante
si è fatto sostituire dall'amico Pasquale.
Stan decidendo per la prossima moda un pantalone a strisce gialle e nere
basterà fare una gran pubblicità,farlo indossare a qualche grande attore

Pasquale fra se' sorride AHAHAHAHAHAH
e dice ME NE INFISCHIO DELLA MODA
IO PORTO SOLO QUELLO CHE MI VA
Ma io vedo già Pasquale AHAHAHAHAH
Chissà come starà male con i pantaloni a strisce gialle e nere!

Decisamente ci aveva visto lontano...

7 novembre 2008

Obama, bello ma soprattutto "abbronzato"

La premessa è nota. Il premier Silvio Berlusconi ha dichiarato che Obama - il nuovo presidente degli Stati Uniti, mica il primo pirla di passaggio - "è giovane, bello e anche abbronzato". Dare dell'abbronzato a un uomo di colore è sembrata una presa per i fondelli in piena regola. Ed è scoppiata la polemica.
Corrado Giustiniani, sul suo blog su La Stampa, ci è andato giù moderatamente pesante:
In quante lingue è rimbalzata ieri in ogni angolo del mondo la gaffe di Silvio Berlusconi: “tanned”, “bronzé”, gebraunt", “bronceado”...Non c'è giornale, non c'è sito Internet, non c'è televisione che non abbia ripreso l'uscita infelice del nostro Presidente del Consiglio. Ci rimarranno impresse a lungo quelle immagini televisive, con Silvio che allarga gioiosamente le braccia già pregustando la battuta che sta per fare: Obama «è giovane, bello e anche abbronzato» e poi ci ride su, compiaciuto, volgendo la testa intorno in cerca di consensi. Fosse stata una frase sussurrata su un palco italiano, davanti al taccuino dei giornalisti, avrebbe potuto dire di essere stato frainteso. E, per il buon nome del paese, qualche collega avrebbe magari accettato di sobbarcarsi tacitamente una colpa che non aveva. Ma qui c'è un evento internazionale, il presidente russo Medvedev che ascolta, l'interprete che traduce, l'audio tv che giunge forte e chiaro.

L'uso del termine “abbronzato” al posto di nero, spiega il linguista e critico letterario Massimo Arcangeli, è la spia «di un razzismo subdolo e insinuante». Penso che sia ancora peggiore di “negro”, perché contiene una sua carica ironico-derisoria, dal momento che da quell'abbronzatura non si torna indietro. Averlo usato per dare il benvenuto al presidente degli Stati Uniti ci lascia semplicemente senza parole. Immaginiamo l'imbarazzo fra gli animatori di quel Ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali (Unar) che ha sede proprio presso la Presidenza del Consiglio e che, per sua missione, da anni promuove campagne contro il razzismo

La Repubblica, in modo velato, segnala che abbiamo fatto una figuraccia mondiale.
Il suo viso impazza sulle home page dei siti di mezzo mondo. Le sue parole su Obama, "bello e abbronzato", fanno il giro del pianeta. Ma non è una gaffe, giura il presidente del Consiglio da Mosca. Anzi, è tutto il contrario. "Ad Obama io ho fatto un gran complimento".

E allora perche nulla o quasi compare - 15 ore dopo - sulla home page del Popolo delle Libertà?

La domanda sorge spontanea dopo il nuovo rilancio del premier, che dalla Russia definisce "imbecilli" quelli che lo hanno criticato o semplicemente messo in evidenza le sue parole. Così come sorge spontaneo cliccare sul sito web del partitone berlusconiano credendo di trovare, in bella mostra, la "carineria assoluta" del Cavaliere.

E invece poco o niente. Grande titolo sulla fine dell'"assalto alla diligenza" per la Finanziaria, e sottopancia vari tra Gelmini e petizioni di Libero anti-occupazioni nelle scuole. Dell'intero viaggio in Russia, "abbronzatura" alla Casa Bianca compresa, c'è traccia solo in un trafiletto, occupato da Giorgio Stracquadanio, "sicuro che Obama non si è affatto offeso". Insomma, la faccenda è semioscurata. C'è solo il commento, non la notizia. E poco importa se su internet nessuno, o quasi, in Italia e nel mondo, la nasconde.

Questione di tempi? Forse. Ma allora come mai le parole sulla legge Finanziaria, pronunciate dopo quelle sul colore della pelle del nuovo presidente americano, campeggiano su quella home page con tanto di foto formato maxi?

Forse il Cavaliere, tanto attento alla disinformatia nazionale, al ritorno in Italia darà una tiratina d'orecchi ai responsabili del sito del Pdl: "Ma come, io faccio una carineria, un gran complimento al presidente Usa e voi nemmeno un titolo?". O forse no. Forse lascerà correre tanta negligenza. E comincierà a guardarsi, anche in casa propria, dal regime imperante e tetro della sinistra.

E Berlusconi, come ha reagito? Si è cosparso il capo di cenere? Non proprio... Mentre i suoi alleati accusano la sinistra di essere tetra e di non capire le battute (ma in quello sono in buona compagnia, quella degli esseri pensanti del Paese), lui replica (fonte Ansa):
"Li conoscevamo gia' ma non pensavamo fossero cosi' tanto imbecilli". Cosi' il premier Slvio Berlusconi, lasciando lasciando Mosca, diretto a Bruxelles per il Consiglio europeo straordinario, ha risposto ai cronisti italiani che gli chiedevano il suo stato d'animo dopo la lettura dei giornali e le tante critiche piovutegli addosso per le sue parole su Barack Obama.

Di fronte alle critiche, ieri Berlusconi ha contrattaccato assegnando la "laurea del coglione" a chi, come il Pd, ha sparato a zero su quel suo "abbronzato" rivolto al presidente eletto degli Stati Uniti d'America.

Per Rainews24 le cose stanno diversamente.
Dire che il vincitore delle ultime elezioni statunitensi Barack Obama è "abbronzato" è, "un gran complimento", una assoluta "carineria"... Il presidente del Consiglio nega con forza la gaffe. E aggiunge: "Se hanno anche il torto di non avere sense of humour peggio per loro".

E all'estero, che figura ci abbiamo fatto? La Reuters India, ad esempio, ha commentato lapidaria che
Berlusconi, who himself sports a year-round tan, is famed in diplomatic circles for making sometimes inappropriate quips
.
Basta farsi un giro sulla stampa e sulle agenzie internazionali per capire che quel "tanned" è stato letto non come una carineria, ma come l'ennesima gaffe del premier italiano. E in molti hanno colto l'occasione di dedicargli un intero pezzo e ripercorrere, almeno in parte, la sua ricca carriera di figuracce. In effetti la sua battuta non è stata capita da parecchia gente, in Italia e all'estero. Ma si sa che gli imbecilli sono sempre in maggioranza...

6 novembre 2008

Dance of birds

Da piccola mi affascinavano le danze dei moscerini. All'arrivo del tramonto loro si riunivano in forme pulsanti. Delle vere e proprie nuvole in frenetico movimento. Qualche mese fa, di ritorno dall'ufficio, ho alzato gli occhi al cielo. Quelle stesse nuvole, ma di dimensioni maggiori, stavano attraversando i palazzi di Milano. Sono rimasta a fissarli finché non me li sono lasciata alle spalle. E lo stesso ho fatto anche nelle sere successive. Per mesi. Ero in moto (ovviamente passeggero) e mi forzavo di lasciarli perdere per timore, alla prima frenata improvvisa, di tornare a casa con un colpo di frusta da manuale. E invece non riuscivo a lasciarli perdere.
Ormai le giornate si sono accorciate e mio malgrado devo rientrare a casa coi mezzi pubblici. Non so se gli uccelli stiano ancora sfrecciando attorno al Pirellone (sarei curiosa di ammirarli da quelle finestre), ma quelle immagini mi mancano parecchio. Non avendo modo di registrarle dal vivo, le ho cercate in Rete.
Meglio di niente. Anche perché ho scoperto che la mia passione è condivisa da parecchia gente... Tutti fanatici delle danze dei moscerini?

Ecco quello che mi rallegrava al ritorno dall'ufficio:


Da Roma arrivano molti più video di uccelli in volo sulla città. Forse l'anima romantica dei milanesi non è così marcata come nella Capitale, forse non hanno tempo di alzare gli occhi al cielo oppure nessuno si è preoccupato di caricarli su Youtube. Però in questo caso Roma batte Milano 40 a 1.

Splendide riprese di storni in volo


Un filmato impressionante con milioni di uccelli in volo (peccato per la pessima risoluzione)

5 novembre 2008

Dell'Utri pensiero

Oggi non si parla di altro che della vittoria di Obama. Un nero alla Casa Bianca in effetti si era visto solo nei film di fantascienza, accompagnato ad aggressioni aliene e calamità di ogni tipo. Sperando che la sua presidenza non sia costellata da colpi di sfiga globali, non posso che congratularmi con lui. In realtà mi sarei congratulata quasi con chiunque, visto che Mc Cain e la terribile Palin mi facevano tremare per il futuro ambientale mondiale (ma vogliamo dare il potere a una tizia che sostiene la caccia a orsi e lupi DALL'AEREO? manco sporcandosi gli stivali a cercare le prede, il massimo della sportività!).

Mentre il mondo è con gli occhi puntati sugli Stati Uniti, io li metto nel cortile di casa. In fin dei conti, anche se là c'è aria di cambiamento, a Milano - complice l'umidità - si respira una certa aria di stagnazione. Ma forse è l'economia in crisi...

L'Ansa mi ha regalato un rotolone di Dell'Utri pensiero. Non mi sorprendo neppure più quando sento definire pubblicamente Mangano un eroe. E neppure quando qualcuno dice che la P2 è stata strumentalizzata (al punto che Licio Gelli si è guadagnato un programma su Odeon Tv). Penso sia sacrosanto cambiare gli anchorman del Tg3 perché non sono abbastanza gradevoli. Propongo di mettere due veline, magari straniere. Se sono sufficientemente svestite, nessuno si accorgerà che non parlano una parola d'italiano.
Basta davvero con l'antifascismo, che è obsoleto e detto tra noi ha anche un po' rotto i ***. Parliamo invece di pericolo comunista - quando i veri comunisti sono ormai morti di vecchiaia, di depressione o espatriati - e ricordiamoci che l'anti-mafia non rende, puzza di politica al punto da prendere di mira innocenti giusto per "farli fuori". Guarda il caso Dell'Utri.

Bevetevi il suo intervento in un sorso.

ROMA - Il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri ribadisce, come aveva già fatto qualche mese fa, che lo stalliere di Arcore, Mangano, pluricondannato e accusato di reati di mafia, era "un eroe". E lo fa conversando con Klaus Davi a 'KlausCondicio' la trasmissione politica su 'YouTube'. "Tra le tante persone assunte ad Arcore - spiega Dell'Utri - c'era anche Mangano, che io conoscevo e sapevo bravo nella conduzione degli animali, perché lì c'erano soprattutto cani e cavalli. Mangano fu scelto per stare ad Arcore come stalliere e si comportò benissimo".

"Mangano, malato com'era -prosegue - sarebbe potuto uscire dal carcere e andare a casa, se avesse detto solo una parola contro di me o contro il presidente Berlusconi. Invece non lo ha fatto. Per me è un eroe, a modo suo. Un conto è dire così, un conto dire che è un eroe in senso assoluto". Il senatore, inoltre, respinge le voci di una presunta raccomandazione di Mangano da parte sua. "A parte il fatto che parliamo del 1974 - osserva - cercavamo semplicemente del personale adatto per la tenuta della casa di Arcore con i suoi 100 ettari di terreno".

ANTIMAFIA? RAPPORTO COSTI-BENEFICI SPROPORZIONATO
"L'Antimafia non è finita. C'é e ci sarà finché esiste la mafia ed è un bene. Credo, tuttavia, che, allo stato attuale, il rapporto tra costi e benefici sia assolutamente sproporzionato, soprattutto quando alcuni procuratori antimafia 'fanno politica'". Dell'Utri replica a Gian Carlo Caselli che aveva sostenuto l'impossibilità per i giudici di processare i politici collusi con la mafia. "E' giusto - aggiunge - che l'Antimafia faccia il suo lavoro e si impegni. Certamente tra le tante richieste e accuse che ha lanciato, alcune sono finite nel nulla. Ad esempio, io ero certo dell'innocenza di Calogero Mannino. Antimafia sì, insomma, ma evitando di fare politica. Questo per me è un must. In un Paese civile deve essere così. Purtroppo spesso non lo è stato. Non solo l'Antimafia, quanto piuttosto i procuratori di Palermo hanno usato molto e a sproposito lo strumento dell'aggressione politica. Io me ne sento in assoluto una vittima". "Non ci sarebbe stata l'accusa nei miei confronti - conclude - se non ci fosse stata la grande affermazione di Forza Italia in Sicilia nel 1994".

ANTIFASCISMO? E' OBSOLETO
L'antifascismo è "un concetto obsoleto. Ogni qual volta si tocca questo tasto - aggiunge Dell'Utri - succede un'insurrezione poiché questa situazione non è mai stata chiarita del tutto e la verità non è mai venuta a galla. Credo che ci sia ancora da lavorare da parte di tutti". "C'é anche da dire che il concetto di antifascismo, di per sé obsoleto - conclude - ritorna puntualmente in auge perché mancano nuovi argomenti seri di discussione e si finisce con il rivangare sempre gli stessi".

GOMORRA?NON E'GRANDE PUBBLICITA' PER ITALIA - "Penso che Roberto Saviano abbia ragione a voler andarsene dall'Italia. Il libro che ha scritto é un libro denuncia e in quanto tale oggetto di tante attenzioni poco piacevoli. Quindi capisco che possa avere paura, non ci vedo niente di male". "Certamente - aggiunge - non è una gran pubblicità per il nostro Paese anche se il male, purtroppo, esiste e quindi non possiamo negarlo. Forse però non dovrebbe essere enfatizzato in questo modo. Tuttavia non possiamo neppure negare che non ci siano questi problemi. Ad esempio il premier Berlusconi è andato a Napoli per affrontare il problema della monnezza ed è riuscito a toglierla dalle strade, ma la camorra non è altrettanto facile da estirpare". "Saviano - conclude Dell'Utri - è un fenomeno che è scoppiato dal punto di vista letterario: il successo di vendita del libro travalica qualsiasi critica. Il messaggio che dà alle future generazioni, anche se dovesse espatriare? Quello di essere delle persone oneste, che fungono da stimolo affinché lo Stato combatta la criminalità con tutte le forze e con correttezza".

INTERCETTAZIONI: DELL'UTRI, ORA CI SONO ALTRE PRIORITA' - "Una legge la si fa quando anche all'interno della maggioranza ci sono degli accordi". "Penso che in questo momento ci siano altre priorità - aggiunge - comunque una legge sulle intercettazioni che consenta alla magistratura di poter svolgere delle indagini è difficile da farsi, quindi bisogna lavorarci con grande attenzione".

P2 STRUMENTALIZZATA PER NON PARLARE D'ALTRO - "La P2 è una cosa che è stata montata per non parlare d'altro. Certo, esisteva per fare affari, ma è stata sempre strumentalizzata, da 40 anni a questa parte. Non si è mai voluto mettere la parola fine. Non c'é niente da fare. E' il costume del nostro Paese: prima di cambiarlo ci vorranno generazioni". Così il senatore del Pdl commenta il programma Tv condotto dal capo della P2 Licio Gelli. Dell'Utri rende noto di non essere "mai stato invitato". "Mi hanno fatto un'intervista - racconta - parlando dei diari di Mussolini che so che entrerà dentro. Gelli non lo conoscevo neanche ai tempi...".

CAMBIARE GLI UOMINI, AL TG3 SONO TROPPO DARK - "Negli ambienti della Rai ci sono ancora oggi dirigenti che sono stati messi dalla sinistra e che quindi rispondono a logiche di sinistra. E' difficile cambiare la televisione se prima non si cambiano gli uomini. E' difficile pensare che migliori la qualità della comunicazione quando a guidarla c'é gente che alimenta una visione negativa della vita". E' quanto afferma il senatore del Pdl Marcello a 'KlausCondicio' commentando la dichiarazione del premier Berlusconi secondo la quale la Tv è deprimente. "Qualcosa si sta già facendo - aggiunge - Berlusconi in prima persona continua a diffondere ottimismo. Io penso che qualcosa per forza dovrà cambiare, non so cosa, con la nuova Rai, ma comunque qualcosa cambierà". Come? Partendo da un nuovo approccio stilistico. "Le notizie, certo, bisogna darle - prosegue Dell'Utri - sennò si torna al fascismo, ma c'é modo e modo di comunicarle. Magari con conduttori più gradevoli di adesso". "Io - conclude - guardo il TG3, ad esempio, e vedo che ci sono degli anchorman che hanno già una faccia un po' gotica, un po' dark. Sicuramente, ce ne sono più in Rai che sugli altri network. Credo che il direttore del telegiornale dovrebbe dimostrare un maggiore 'esprit de finesse' in queste cose. Farle, dirle lo stesso, ma magari con un'altra espressione...".

3 novembre 2008

Tremonti oscurato dall'Onda


Dal sito di Repubblica del 2 novembre.
Onda anomala travolge il sito di Giulio Tremonti: il sito web del ministro dell'Economia è stato hackerato dagli studenti che protestano contro la riforma Gelmini. E' stato "defacciato" (termine che indica la sovrapposizione di una pagina su quella originale). Accedendo alla homepage appare una schermata nera dove si legge: "Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo i loro siti". In calce la firma: ondanomala, 01.11.2008. E sotto ancora: non ci fermerete.

Anche un sito di sostegno alle iniziative del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini sarebbe finito sotto attacco. La notizia, riferita su alcuni blog online, fa riferimento a Carlo Saffioti, un consigliere di Forza Italia, che la avrebbe confermata dicendo che diversi messaggi sono spariti dal sito e quella in linea attualmente è una versione non aggiornata. I messaggi visualizzabili sul sito si fermano alla data del 24 ottobre.

Nel weekend mi disintossico da internet e quindi la notizia l'ho letta solo pochi minuti fa. Il sito di Tremonti era già tornato alla normalità. Accontentiamoci dello screenshot